Sala Conferenze del Comune

Conferenza di Luigi Gaspari

Castronno (VA)  15 Aprile 1989


Buonasera a voi tutti di Castronno. Qui vicino, a Gazzada, ci fu il famoso convegno per la dottrina olandese che fece tanto arrabbiare Padre Pio a quel tempo. Oggi sono qui con voi per portarvi una voce di Padre Pio, perché quando si vive per tanti anni a contatto con un profeta e con un santo, qualcosa di loro entra in noi e non siamo più gli stessi di prima: diventiamo la somma del nostro spirito più una parte dello spirito del santo, del profeta che abbiamo ascoltato.
Ogni volta che si viene a contatto con un mondo spirituale nuovo ci si rinnova e non si è più come prima. Anch’io questo mondo spirituale spero di trasmetterlo a voi; anche se non sono grande come Padre Pio qualcosa di lui è entrato in me ed io la devo trasmettere a voi. Frequentare i luoghi santi è necessario per continuare l’eredità spirituale che viene diret¬tamente da Gesù Cristo; attraverso gli Apostoli noi riportiamo al presente ciò che è stata la presenza di Cristo sulla terra. La presenza di Cristo viene a noi, giunge sino a noi per fare di noi tutti un unico corpo somigliante il più possibile al Padre nostro. È molto bella questa certezza di avere la possibilità di somigliare al Cristo e non è un assurdo, ma una verità perché se noi ci immergiamo nello Spirito di Cristo, diventiamo uguali in questo Spirito. S. Paolo ha detto che Cristo deve regnare finché non abbia messo sotto i Suoi piedi i principati, le potestà e le dominazioni. Dopo aver dominato tutti questi spiriti che sarebbero i poteri che ci dominano e ci vogliono schiac¬ciare, anch’Egli si sottometterà al Padre che sarà Tutto in tutti, in ognuno di noi. Ognuno di noi deve assimilare lo Spirito di Cristo e del Padre a tal punto da diventare una cosa sola con Dio.
Questo è il programma della nostra vita: diventare una cosa sola con Cristo, attraverso la Comunione Eucaristica, tanto da poter dire “Non sono io che vivo ma è Cristo che vive in me”. Non è una cosa assurda, il Vangelo ci assicura che è possibile, dipende da noi trovare la strada per fare pre¬sto a raggiungere questa meta. Anche Padre Pio, come tanti santi che lo hanno preceduto e che gli sono stati maestri come S. Francesco, ci è venuto ad aiutare a percorrere questo cam-mino per diventare un solo corpo in Cristo, per avere la vita eterna, per risorgere e per non morire mai più. La vita eterna noi la possiamo sperimentare fin qui sulla terra se desideriamo veramente questa comunione. La comunione con Dio solamente non è possibile perché Gesù ci ha detto che dobbiamo essere in pace con i fratelli per potere comunicare con Lui: comunicare con Dio solamente è il tentativo fatto da Satana. Il demonio infatti riconosceva Dio e lo voleva tutto per sé, il suo peccato fu quello di non accettare la comunione anche con l’uomo. Satana voleva essere in comunione solo con Dio al fine di avere tutto il potere di dominare e non lo voleva dividere con gli altri. Ogni volta che noi pre¬tendiamo di essere in comunicazione solo con Dio, in realtà lo siamo solo con il nostro io o addirittura con i de¬moni perché Dio è Comunione. Dio non si dona se non attraverso la comunione con gli altri, ecco la ragione per cui quando noi andiamo a comunicarci sacra¬mentalmente dobbiamo essere in grazia di Dio. Essere in grazia di Dio che cosa significa? Essere santi? Non avere più peccato? No! Significa soprattutto non avere nessun rancore verso i nostri fratelli, essere in comunione con essi per potere comunicare col il nostro Fratello e Padre che è Gesù Cristo. Padre Pio, come tutti gli altri santi che lo hanno preceduto, è venuto ad insegnarci la Comunione dei santi. Il suo confessionale era sempre pieno di gente che andava cercando la pace e la grazia. I peccati sono uguali quasi per tutti gli uomini; quasi tutti gli uomini hanno le stesse debolezze, le stesse tentazioni più o meno forti, ma la Grazia principale da chiedere è quella di rin¬unciare all’orgoglio, di rinunciare a questa interruzione di rapporto con i nostri fratelli. Padre Pio in questo era molto se¬vero perché gli uomini ormai avevano dimenticato che cosa significa comunicare con Dio.
Gli uomini credevano, almeno quando io ero ancora bambino, che fosse possibile comunicare con Dio senza comunicare con i fratelli. Quando noi ci avviciniamo all’altare e ci ricordiamo che abbiamo ran¬core verso una persona, ci conviene rimandare la Comu¬nione e chiedere una spiegazione a questa persona, oppure perdono se la abbiamo offesa. Andare nel con¬fessionale a confessare le colpe degli altri, ad accusare al sacerdote qualcuno che non ci è amico è molto facile, ma Padre Pio, quando noi andavamo ad accusare qualche fratello, qualche nemico, ci diceva che prima bisognava riconciliarci altrimenti non dava l’assoluzione. Lui non la poteva dare: solo colui che io ho offeso mi può assolvere, mi può perdonare, dopodiché posso andare dal sacerdote che farà il resto. Se io vado da un sacerdote che mi assolve da un peccato che ho com¬messo verso un fratello, l’assoluzione, secondo Padre Pio, non è valida se non ho chiesto perdono a chi ho offeso. Quando poi la persona che ho offeso non mi volesse perdonare, allora è un altro caso, non è colpa mia, ma io devo fare prima questo passo di an¬dare a chiedere perdono a colui a cui ho fatto un torto, altrimenti tutte le mie Comunioni sono sacrileghe.
Questa era la severità di Padre Pio. Però se nel mondo cattolico ci comportassimo così, forse ci sarebbe più pace nelle famiglie, nel mondo, fra i fratelli. Invece i fratelli si offendono impunemente, stanno anni senza parlarsi e magari vanno lo stesso in chiesa a confessarsi ed a comunicarsi. Per Padre Pio questa era una spada di Damocle sulla Chiesa perché diceva che la Chiesa si impoverisce ogniqualvolta si commettono sacrilegi offendendo il prossimo e poi pretendendo di comunicarsi efficace¬mente con Dio.
Noi dobbiamo invece fare il contrario: prima della confessione dobbiamo andare da coloro che abbiamo offeso ed anche da coloro che si ritengono offesi da noi, anche se non è vero, per cer¬care di mettere le cose a posto. Vedete che il Cristianesimo è difficile ma è anche molto bello, perché quando noi facciamo questo mettiamo la pace nel mondo. Altrimenti, se ognuno di noi mantiene il rancore anche solamente verso una persona è già un piccolo in¬ferno che prepariamo sulla terra. Se poi coloro che ci of¬fendono perseverano nel farlo, peggio per loro. Quando io ho fatto di tutto per avvertirli, essi diventano responsabili ed allora Padre Pio diceva: «Mettili nelle Mani di Dio». Quando io ho fatto il mio dovere poi Dio sa come fare per convertire un’anima, se necessario con una bastonata. Queste sono lezioni che i santi sanno dare molto bene, molto efficace¬mente e non si dimenticano per tutta la vita. Ecco Padre Pio che cosa ci ha insegnato. Queste sono delle problematiche molto grandi che però il cristiano deve af¬frontare se vuole portare nella Chiesa un contributo di amore, di gioia e di grazia. Dopo che l’uomo si è comportato in questo modo, si realizza una promessa evangelica, quella dell’Amore di Dio dato a chi diventa bambino: “Se non diventerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli”. Che cosa significa diventare bambini? Significa perdere completamente lo spirito di menzogna che è entrato in noi col peccato originale. Adamo all’inizio era un bambino di Dio, cioè era nella verità. Egli era in comunione con la Verità, l’Amore e la Verità in Lui si identificavano e quindi era un bambino. Quando Adamo ha accettato di dialogare col serpente per mezzo di Eva, ha accettato in sé lo spirito della menzogna perdendo la comunione con la Verità che è Dio: si è co¬municato con la menzogna. La menzogna e la verità sono nettamente separate perché la Verità è Dio e la menzogna è Satana. Essendo en¬trata in lui la menzogna, Adamo non ha più potuto comunicare con Dio che è la Verità: ecco allora che è diven¬tato mortale, perché lo spirito di menzogna è la morte.
Perciò, ogni volta che ascoltiamo una menzogna prendendola per verità, questa menzogna ci avvicina più al regno delle tenebre, più alla morte che alla vita che è verità. Ecco perché è necessario confes¬sarsi: principalmente per ritornare ad udire la voce della verità. Quando io dico la verità al sacerdote, cioè racconto la mia esperienza di menzogna, significa che sono consapevole di aver accolto la menzogna dentro di me e confessandola la rigetto per accogliere nel mio cuore solo la verità. La verità mi rende libero perché mi mette nelle mani di Dio togliendomi dalle mani di Satana. Fatta questa operazione, io mi avvicino all’infanzia; l’in¬fanzia sarebbe il bambino, il bambino che era Adamo prima di cadere sotto la men¬zo-gna. Diventare bambini significa perciò diventare veritieri, non accogliere nessuna men¬zogna nel nostro cuore. Quando noi siamo diventati bambini di Dio, che è la Verità, il Signore ci fa udire di nuovo la Sua Voce, ci guida in coscienza e ci evita di cadere nelle trappole di Satana. Ci evita il male sia fisico che materiale, ci evita anche i di-sastri che ac¬cadono nelle famiglie: le separazioni, i divorzi, le incompren¬sioni, i figli che si ribellano, la droga. Tutti mali frutto della menzogna di Satana accolta nel cuore.
Quando vi accorgerete che i vostri figli dicono menzogne, allora significa che, non es¬sendo più in grado di accogliere la verità, sono schiavi dello spirito del de-monio. Non sono più bambini ma demonietti potenziali che voi avete il do¬vere di curare con la medicina dello spirito, cercando di convincerli a ritornare alla verità perché ritornare alla verità è ritrovare la salute, ritrovare il cuore dell’uomo.
Vedete che fra di voi non ci sono più giovani, specialmente maschi. Perché? I giovani non hanno più il co¬r¬aggio di confessare la verità, anche perché i genitori si preoc¬cupano molto più di comprare ai figli un vestito firmato che non di portarli alla salute dello spirito. Le mamme di oggi cer¬cano di dare ai figli, dicono loro, quello che non hanno avuto da giovani, perché forse un tempo c’era più miseria, c’erano meno comodità. Ma tutte queste comodità, tutto questo be-nessere, senza il trionfo della verità diventa una spada di Damocle che prima o poi produce i suoi danni, perché i figli non riescono ad amare la verità e prima o poi cadono schiavi della menzogna. Così avranno la moglie che si meritano, una donna che prima o poi li farà soffrire, magari anche separare; avranno dei figli che fa¬ranno a loro volta come i genitori e quindi l’inferno si prepara sulla terra. Perciò i genitori hanno la grande responsabilità di aiutare i figlioli a scegliere la verità, a confessare la verità. Anche se in un primo tempo non riescono ad avvicinare un sacerdote, per lo meno alla mamma devono confidarsi. Poi, piano piano, entreranno anche in Chiesa ma voi do¬vete aiutarli. Quando vedete che un figlio è una menzogna incarnata, immediatamente prendete il Rosario e pregate, pregate affinché la Madonna vi faccia la Grazia di riportare nel cuore dei vostri figlioli l’amore alla verità, perché la verità ci fa liberi, pieni di salute, d’amore e di gioia. Questa meditazione spero che la ricorderete perché è stato uno degli insegnamenti principali di Padre Pio. Noi adulti abbiamo imparato molte cose dalla dottrina quando eravamo bambini, ma le abbiamo dimenticate e bisogna continuamente rinno¬varle nella nostra mente. Rinnovando queste meditazioni, questi pensieri, riusciamo a scoprire il metodo per essere felici sulla terra, perché la felicità dipende anche da noi. Non si può dire che uno è for¬tunato ed uno sfortunato, per¬ché se io scelgo la menzogna la sfortuna è sicura: la menzogna non mi porta altro che l’inferno o qualche cosa di simile.
Quindi, quando si dice che in quella famiglia capitano tanti guai, spesso effettivamente possono essere cattiverie, ma se una persona sceglie la Verità e l’Amore di Dio il demo¬nio non ha nessun potere. Il demonio ha potere quando ci trova deboli, quando ci trova attaccati a qualche menzogna perché la menzogna rende figli di Satana. Lo dice il Vangelo che noi abbi¬amo per padre il demonio ogni qual volta abbiamo la bu¬gia nel nostro cuore. Quindi, voi che siete mamme, che avete dei figli, dei fratelli, dovete lottare, ma se non vi riuscite con le armi della vostra parola, l’arma del Rosario è certamente quella che vi darà la vittoria. Ecco perché la Madonna a Fatima si è tanto rac¬comandata di recitare il Santo Rosario: perché la meditazione dei misteri della Nascita, Morte e Resurrezione di Cristo è necessaria per rice¬vere la forza, il potere di schiacciare la testa menzognera del serpente che tenta di entrare in noi. Quando con la meditazione della Passione di Cristo riusciamo a schiacciare la testa di Satana, ri¬sorge in noi l’amore alla vita, la forza, la pace e la gioia.
I vostri figli, anche se in un primo tempo si ribellano, dopo vi ringrazieranno. Ma se rimangono prigionieri delle forze sataniche un giorno vi accuseranno e vi diranno che non vi riconoscono come ma¬dri o come padri, proprio perché il potere della menzogna ci fa desiderare la Verità che non possediamo. Quindi, più che procurare a questi figli tutto il benessere che voi desiderate per loro, dovete procurare che siano sempre nell’amore alla Verità, perché la Verità è Dio, la Verità è la nostra pace, è tutta la ragione della nostra vita e non è possibile amare Dio se prima non abbiamo amato la Sua Verità. Nemmeno è possibile amare il prossimo, amare i figli, amare la vita; non è possibile amare niente se dentro di noi siamo pieni di menzogna perché facilmente poi i nostri amori, i nostri entusiasmi si tra¬sformano in odio. Questa è una legge inesorabile, quindi cerchiamo di diventare bambini come dice il Vangelo: “Lasciate che i Bambini vengano a Me”. I fanciulli sono quelli che dicono la verità ed io posso avere 80 anni ed essere un bambino se non amo la bugia. Se amo la verità io ritorno l’Adamo di prima della caduta e quindi divento re, perché quando in me c'è la Verità io sono re.
Che cosa vuol dire essere re? Re era Adamo prima di cadere sotto l’impero della menzogna. Dio gli aveva detto: “Tu sarai re delle creature, del creato e di tutti gli animali”. Essere re vuol dire essere nella verità e nell’Amore di Dio, avere il po¬tere di schiacciare la testa a tutti i diavoli che ci circon¬dano. Se io ho il potere regale, sono nella verità e quelli che sono vicino a me, prima di tutti i miei cari ed i miei figli, mi ob¬bediranno: non per diventare schiavi, ma perché capis-cono che obbedire a me è ob¬bedire a Dio, obbedire alla voce della gioia. Questo è lo spirito di regalità che entrerà nel cuore vostro e dei vostri figli e che vi farà tanto potente da poter dire: “Il demonio è al mio servizio”, come i santi.
I santi erano capaci di comandare anche Satana. S. Gerardo Maiella ad esempio, come si narra nella storia della sua vita, una volta si trovò ad attraversare un bosco immenso dell’Italia meridionale e non conosceva la strada, allora vide Satana e gli comandò: «Tu devi farmi strada». Il diavolo è inferiore perché di questo mondo non è re, per questo San Gerardo, col suo Spirito di Verità, essendo diventato re poté co¬mandarlo. Dio aveva fatto l’uomo re degli animali ed il demonio è un animale. Il santo può comandare il demonio e metterlo al servizio come fece San Gerardo che si fece ac¬compagnare per attraversare il bosco. Invece adesso è avvenuto il contrario: quello che dovrebbe essere al nostro servizio noi lo serviamo. Per questa ragione ab¬biamo paura di uscire la sera, gli omicidi, i furti: tutto questo perché non abbiamo il potere re¬gale. Se noi avessimo il potere regale che Dio ci ha dato, e che Cristo ci ha riportato, allora il mondo cam¬bierebbe. Cristo è venuto per riportarci il potere regale di dominare la natura animale en¬trata in noi col peccato di Adamo, ma questa natura si domina solo se noi abbiamo la Verità, altrimenti ricadiamo continuamente e ripetiamo il tradimento di Adamo. Adesso per due minuti meditate su questa verità che deve diven¬tare vostra, perché io sono venuto qui non per fare sfoggio di cultura ma per dirvi delle cose fondamentali per la vostra felicità. Se voi le assorbite allora la mia venuta qui può avere un valore, invece se è un passatempo allora non serve a niente. Questi concetti sono delle verità eterne che possono cam¬biare la vita degli uomini. Bi¬sogna meditare la differenza tra assorbire lo spirito di menzogna e vivere lo Spirito di Verità; dovete meditare bene come fare per liberare i vostri figli da tutte le bugie che sono dentro di loro. Io vi ho detto che il metodo più facile e sicuro è di dire un Rosario al giorno per la persona che vedete in preda allo spirito di menzogna. Se vedete che un figlio è in preda alla bugia dite tutti i giorni un Rosario per lui alla Madonna, a San Michele ed a Padre Pio e vedrete che dopo un certo tempo - per alcuni si farà presto, per al¬tri ci vorrà di più - questo figlio si con¬vertirà. Questa è la promessa fatta dalla Madonna ed io ho per¬sonalmente constatato che quando prendo a cuore una per¬sona e desidero ve-ramente che lo Spirito di Verità entri in lui, prima o poi il desiderio si avvera. Ma ci vuole pazienza ed amore perché senza amore le cose non si riesce a farle.
Avete capito bene? Quello che ho detto è chiaro? Allora possiamo andare avanti e cercare di capire come restare sempre in questo Spirito Bambino, lo Spirito Bambino che deve venire in tutti noi attraverso lo Spirito Santo perché il Signore vuole fare in noi delle vite nuove. Il nostro cuore deve diventare sede dell’Amore di Dio vivente al fine di fare di ognuno di noi dei piccoli sacerdoti dell’Amore.
La Chiesa adesso è impoverita di sacerdoti, impoverita di apostoli. Come si fa a ricostruirla? Bisogna ricostruirla mediante la disponi¬bilità a riempire il nostro cuore di Amore di Dio che poi diventa Spirito di Vita: noi dobbiamo metterci in condizione di portare Dio ovunque andiamo, come fossimo delle Ostie viventi. Il Cristo ci ha dato il Suo Corpo affinché noi stessi diventiamo il Suo Corpo. Quando avviciniamo le persone, il corpo nuovo che ci dà Gesù Cristo, contenente uno Spirito nuovo che è lo Spirito Santo, sarà tale che chi è preda dello spirito del male e dello spirito di menzogna, avvicinando noi, senta un’attrazione tanto grande da rinun¬ciare allo spirito del male, diventando a sua volta un figlio di Dio.
Figli di Dio si diventa quando si riceve lo Spirito Santo col Battesimo, ma il nostro Battesimo, che magari è stato adombrato da tanti peccati e da tanti rinnegamenti, noi lo possiamo rigenerare con una vita vissuta nell’Amore di Dio, che di¬venta Battesimo per tutti coloro che si sono allontanati. Noi possiamo con la nostra presenza ridonare vita al Battesimo che già hanno ricevuto i nostri fratelli: questo è lo scopo della nostra vita da cristiani. Altrimenti, se siamo dei cristiani sterili, saremo poi condannati dalla nostra stessa coscienza che ci dice se siamo buoni cristiani oppure no. Saremo cristiani sempre di più quando avremo assorbito in noi lo Spirito di Verità, lo Spirito di Amore che si trasmette intorno a noi e trasforma i nostri figli decaduti in figli risorti nell’amore, nella pace e nella gioia. Il Regno di Dio che sembra tanto lontano, in realtà è molto vicino. Padre Pio come profeta ci ha assicurato che il mondo cambierà molto presto, tanto più pre-sto se noi prenderemo sul serio le sue parole. Su questa terra ci sarà un grande cambiamento e verrà un’era di pace. Beati quelli che vivranno questo perché il Signore stesso sarà la guida degli uomini, en¬trerà nei cuori e regnerà.
Il Regno d’amore sarà preparato anche da un libretto, il “Quaderno dell’A-more” che Padre Pio insieme a Gesù ha voluto che fosse scritto in questo tempo. Io sono stato scelto, non so per quale ragione, per essere la mano scri¬vente di questa Verità dell’Amore di Dio che deve trionfare in tutti i cuori. Nel 1940 mi recai da Padre Pio per volontà di mia mamma. Avevo 14 anni, ultimo di 10 figli, e mia mamma volle affidarmi alla guida del padre. Egli mi prese come figlio spirituale e dopo tre mesi mi fece sapere che era stato già deciso del mio avvenire. Io mi turbai tanto perché ero un ragazzino pieno di gioia di vivere e non pensavo di farmi sacerdote, né religioso; a causa di queste paure non mi interessai più di Padre Pio però studiai come lui voleva, laureandomi in farmacia. Quando ritornai da Padre Pio, dopo 14 anni, egli fu affettuosissimo, pieno di premure e di amore. Mi seppe talmente prendere che io non potei resistere e rimasi con lui per 14 anni. Perché era necessario che io stessi vicino a Padre Pio per 14 anni? Dovevo dispormi a cambiare il mio modo di pensare, cioè cercare di pren¬dere molto sul serio la vita dello Spirito, la preghiera principalmente perché se non si prega tutto finisce: sarebbero finite la medi-tazione, gli incontri con Padre Pio ed anche qualche fatto straordinario che mi confermò la Volontà di Dio su di me. La Volontà di Dio era che io imparassi che cosa è l’Amore di Dio, che cosa voleva Dio da me e che cosa vuole da tutti gli uomini, perché il Signore trasmette sempre la Sua Volontà attraverso un canale, attraverso delle persone che vengono dette elette. Ma elette per far che cosa? Non per comandare, ma per servire. I deputati che vengono eletti nelle elezioni dovrebbero servire, invece coman¬dano e mancano al loro mandato. Ma quando uno è eletto significa che deve servire i fratelli, aiutarli a capire la Volontà di Dio in quel tempo! Padre Pio mi preparò per 14 lunghi anni a comprendere quale fosse la Volontà di Dio per me e per tutti gli uomini di questo tempo: rivoluzionare i cuori, riempirli di Amore e portare il Suo Regno sulla terra. Questo Regno si prepara molto in fretta quando si meditano le parole del Vangelo che sono concen¬trate nel libretto “Quaderno dell’Amore”. Il Quaderno dell’Amore non è altro che la spiegazione del tempo in cui ci tro-viamo secondo la Bibbia, secondo l’Apocalisse e il Vangelo. Il Vangelo è la Parola di Vita Eterna; il Quaderno dell’Amore è la spiegazione del tempo in cui ci tro¬viamo e ci dice che cosa bisogna fare in questo tempo perché le promesse del Vangelo si attuino in fretta, come vuole Gesù.
Se voi prendete l’Apocalisse al capitolo 10° leggerete che Giovanni vide un Angelo con in mano un libretto. Subito Giovanni voleva scrivere quelle parole, ma l’Angelo gli disse: “Non scriverlo adesso, aspetta, lo scriverai dopo. Dovrai mangiarlo e ti sarà amaro al ventre ma dolce alla bocca”, cioè quando potrai pronunciarne le parole. Noi che cosa dobbiamo fare adesso? Dobbiamo mangiare queste parole, farle diventare no¬stre. Dobbiamo invece che nel ventre farle penetrare nel nostro cuore in modo tale che il nostro cuore diventi il tempio dell’Amore di Dio. Padre Pio diceva che stiamo arrivando ad un tempo in cui nella santa Chiesa si deve raggiungere quella perfezione di amore che viene chiesta nella Messa quando il sacerdote dice: “La Tua Chiesa, rendila perfetta nell’Amore”. Oggi dobbiamo raggiungere questa perfezione. Ecco perché sembra che tutto vada male, che il Concilio abbia diviso: il motivo è questa rivoluzione che Satana non vorrebbe perché una volta che arriva l’Amore Satana è incatenato. L’Apocalisse parla di una lunga catena, dice: “Satana sarà incatenato”. Da che cosa sarà in-catenato? Dall’Amore dei nostri cuori uniti. Quando noi siamo uniti nell’Amore Satana non ha più potere ed allora è lui ad avere il terrore di questa catena più che di tutto il resto.
Quando la Chiesa sarà unita nell’Amore avremo un lungo Regno di Dio, un Regno di Pace dove il demonio sarà al nostro servizio e non ci tormenterà più.
Ecco allora la grande missione di Padre Pio e la grande re¬sponsabilità anche mia. Io sono stato un giovane come gli altri. Pieno di entusiasmi, avrei voluto farmi una famiglia. Invece Padre Pio e, nel Cuore di Gesù, la mia coscienza, mi dice¬vano che se non fossi rimasto libero non avrei potuto portare a termine questo compito. Ora io, con molta umiltà perché non mi sento di fare da maestro né di giudicare nessuno, vi consiglio di seguire questa strada dell’Amore, della cui necessità e bellezza nei 14 anni che ho passato vicino a Padre Pio ho avuto le prove. Potrei dirvi tante altre cose ancora che in una piccola conferenza non è possibile comunicare. Posso assicurarvi che quello che vi dico è vero: non ho nessuna ragione, non avrei nessun motivo di venire qui a raccontarvi queste cose per passatempo. Lo faccio perché la mia coscienza mi obbliga a darvi la certezza che, se voi seguirete questa via, la via dell’Amore, troverete una nuova pace, troverete la vera gioia. Vedrete il mondo in un altro modo, anche le piccole o grandi contrarietà che incontrerete avrete la forza di superarle perché nell’Amore c’è una potenza tale che non ci sarà più il bisogno di andare a chiedere a qualcuno di fare miracoli, come si faceva una volta con Padre Pio e come si fa anche adesso. Noi ricorriamo a questi mezzi perché non abbiamo imparato niente. Se avessimo im¬parato ad amare Dio non ci sarebbe bisogno di venire da me a chiedere di ottenere un miracolo di Padre Pio, perché il mira¬colo potete farlo voi e questa è un’immensa libertà. Non avremo invece più la libertà di dimenticare di amarci, perché nell’Amore io ho l’obbligo di amare voi come amo me stesso, ma una volta che io faccio que¬sto, se chiedo al Signore una Grazia necessaria per il maggior bene, per poterlo amare di più, non me la potrà negare. Ognuno di noi diventerà tempio del cuore, tempio di amore e in questo Tempio ci dovremo solo unire per meglio cono¬scere, meglio amare e meglio diffondere il Regno di Dio sulla terra.
Questa di¬venta una missione meravigliosa che ognuno di noi sarà felice di adempiere. Poi vedrete che se metterete in pratica quello che è scritto nel Quaderno dell’Amore, gli insegna¬menti di Gesù che ci vuole uniti, riuscirete piano piano a portare i vostri figli all’a¬scolto delle vostre parole ed essi, invece che essere tormen¬tati dalla continua ricerca di una pace e di un divertimento che non trovano, arriveranno a trovare tutto quello che cercano dentro i loro cuori.
I giovani non sono cattivi, più che altro non sanno dove sta la vera felicità; si vergognano di parlare di Dio perché forse non glielo abbiamo presentato nella giusta luce. Spesso abbiamo presentato Dio come un tiranno, come qualcosa di poco accettabile, in¬vece noi dobbiamo conoscere Dio come è realmente, cioè Amore. La Rivelazione finale che Giovanni ha ricevuto nell’Apocalisse svela a tutti gli uomini che il Giudizio di Dio è Giudizio di Amore, che Dio non ci giudica ma ci ama e se noi lo amiamo a nostra volta il giudizio è già fatto. Non saremo giudicati perché avremo il naso lungo o corto o perché siamo nati con una tendenza piuttosto che un’altra, ma dal grado di amore che avremo donato a Dio. Questo è tutto il programma. Un programma che è impegnativo ma che diventa entusiasmante e vi assi¬curo che io, che ho fatto di tutto per tirarmi indietro, oggi sarei disperato se abbandonassi questo impegno in quanto non c’è felicità al mondo più grande che quella di proclamare la grandezza dell’Amore di Dio e del Suo Regno. La felicità è tutta qui: amare Dio ed il Suo Regno, amare gli uomini per amore di Dio. Allora non c’è più tormento, non c’è più noia, anche perché in questa dimen¬sione abbiamo tanto da fare che la noia non esiste più: le giornate passano in fretta e le persone vengono a noi. Il Signore poi quando voi avrete questa volontà di amore verrà a voi, non vi abbandonerà e vi dirà tutto quello che dovrete fare momento per momento. Vi dirà chi dovete incon¬trare e chi dovete abbandonare momentaneamente, perché ci sono delle persone che sono tanto lontane, tanto in cattiva volontà che momentaneamente non possono occupare il primo posto; bisogna sapere attendere ed occuparsi princi¬palmente delle persone che sono più vicine ad accogliere la nostra parola, la verità. Voi che certamente avete in programma di fare del bene dovete farlo così, sapendo aspettare.
Alla mattina quando vi svegliate fate una bella preghiera, chiedete al Signore chi do¬vete aiutare in quella giornata e Lui vi manderà la persona giusta, la persona che può essere aiutata da voi. Ma se uno si mettesse in testa di voler cambiare il mondo da un momento all’altro, allora pi¬ano piano si andrebbe verso uno squilibrio come pur¬troppo in molti casi accade.
Bisogna avere l’umiltà di chiedere a Dio di fare Lui le scelte. Tutto quello che noi fac¬ciamo dobbiamo imparare a farlo sotto la guida dell’Amore e del Volere di Dio, allora tutto riesce perfetto e ci dà gioia. Qui nella Lombardia c’è stato un fiorire di spiritualità, di amore e di grazia. Avete avuto dei grandi santi come il Cardinale Borromeo, il Cardinale Shuster ed il Cardinale Montini che ho avuto la fortuna di avere per amico, perché Papa Montini amava molto Padre Pio e Padre Pio amava Montini. Quando scrissi il Quaderno dell’Amore Padre Pio mi disse di portarlo al Papa ed il Papa aveva già pensato di man¬darmi a chiamare attraverso Monsignor D’Andrea che era uno dei suoi confessori.
Papa Paolo VI era entusiasta perché il Concilio Vaticano II aveva proclamato il primato dell’Amore e questo libretto diventa un manuale indispensabile per capire il Concilio. Io l’ho scritto sotto dettatura di Gesù senza conoscere il Concilio, poi per primo mi sono meravigliato facendo un corso di studi su ciò che il Papa ed il Concilio Vaticano II avevano detto. Papa Montini quando scoprì questo libretto rimase tal¬mente entusiasta che mi mandò a dire di pregare per lui, perché egli credeva solo nell’Amore, anche per quanto ri¬guar¬dava la sua salute molto compromessa. Diceva che solo l’Amore lo poteva guarire e mi chiedeva di pregare per la sua salute. Con molta umiltà il Papa mi chiedeva questa preghiera e diceva che leggeva il Libretto ogni giorno: poche righe, centellinando le parole “come il Vin Santo”, che si beve a piccoli sorsi. Se il Vin Santo lo bevi¬amo a piccoli sorsi, sentiamo lo Spirito in noi e così è la Parola di Dio: la Parola di Dio meditata, centellinata diventa Spirito Santo, Spirito di Luce che ci illumi¬nerà e ci renderà capaci di vedere quali sono le cose più urgenti da fare per il nostro bene, per evitare i guai, i castighi. Non è Dio che castiga, ma siamo noi stessi!
Il castigo che cosa è? È la nostra cecità: se io sono cieco e non mi faccio guidare da uno che ci vede, rischio di andare in un fosso e ma¬gari annego. Ma non è Dio che mi butta in un fosso, sono io che non sono prudente e che non mi faccio guidare. Se io invece mi faccio guidare dallo Spirito Santo, lo Spirito Santo vede e sa dove ci sono i pericoli, dove c’è il male ed io non ci casco. Quindi è improprio dire che Dio mi castiga, sono io che mi castigo perché non voglio imparare e non mi voglio far gui¬dare dallo Spirito Santo. Se io non sento direttamente lo Spirito Santo come certi uomini santi, che lo sentivano diretta¬mente perché avevano meditato ed approfondito la Parola di Dio, allora devo approfondire le parole del Quaderno dell’Amore che è un’essenza del Vangelo. Ecco allora che non mi con¬fonderò più, troverò la via per giungere al Cuore di Dio, alla Sua Giustizia, al Suo Amore e non parlerò mai più di castighi ma solamente di Grazie, perché la più grande pro¬messa di Cristo è questa: “Quando il Bambino è nato ogni tristezza sarà mutata in leti¬zia”.
Le Promesse di Dio sono verità diventate “bambini”. Diventare bambino signi¬fica as¬sorbire lo Spirito Santo e fare il Tempio del Cuore: quando il Tempio del Cuore è fatto noi abbiamo la luce che ci guida e che ci fa sempre vedere dove è il bene e dove è il male.

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