Chiesa di San Girolamo

Conferenza di Luigi Gaspari

Aversa (NA)  5 novembre 1988

Come al solito, purtroppo noi italiani non siamo molto ordinati e facciamo sempre le cose così come capitano, quindi anche stasera manca il microfono. È normale che in Italia succeda così, questo disordine fa parte di un disordine interiore che dobbiamo cercare di correggere, perché quando dentro siamo in ordine abbiamo ordine anche fuori. Quindi un'altra volta se saremo più ordinati non ci dimenticheremo il microfono, perché è come dire di non poter parlare. Per fortuna siete in pochi, ma se foste stati in molti io avrei parlato al vento. Queste piccole cose non sono tanto piccole per Dio, perché denotano la poca im¬portanza che si dà alle cose, specialmente quando sono cose di Dio. Padre Pio diceva sempre che la carità è ordine. Se manca l'ordine noi finiamo per fare il male invece del bene. Anche se andiamo in Chiesa, an¬che se preghiamo, anche se facciamo delle opere sante, dobbiamo impa¬rare innanzitutto a mettere al primo posto ciò che va al primo posto e non quello che va all'ultimo. Invece, anche nelle nostre domande a Dio, spesso chiediamo le cose secondarie e non le principali. Quali sono le principali domande che dovremmo fare a Dio? Prima di tutto di fare la Sua Volontà, e la Volontà di Dio è Amore. Cioè noi do-vremmo chiedere a Dio di imparare ad amarlo, imparare a pregarlo: questi sono i primi insegnamenti che a me ha dato Padre Pio. Nel con¬fessionale mi diceva le prime volte: «Devi chiedere a Dio che ti insegni a pregare». Saper pregare infatti non è facile; pregare può diventare un atto magico, di egoismo, cioè un tentativo di mettere Dio al nostro ser¬vizio. Invece noi dobbiamo servire Dio e se lo serviamo bene non ci farà mancare tutto ciò che ci è necessario. Ecco perché Dio spesso non ci ascolta, perché mettiamo al primo posto quello che dovrebbe andare al¬l'ultimo, cioè tentiamo sempre di fare in modo che Dio serva noi. Noi non vogliamo servire Dio, perciò viene quel disordine per cui tutte le cose non vanno al loro giusto posto. Allora una madre non sarà in grado di al¬levare i figli, perché tenterà sempre di fare in modo che questi figli ab¬biano il primato nei beni materiali e non nello spirito. E quando noi chiediamo prima i beni della materia, naturalmente creiamo un disordine e mettiamo in moto più che Dio il demonio, perché vogliamo primeggiare, vogliamo dominare gli altri e vogliamo essere noi dei piccoli dei sulla terra. Invece, se noi facessimo il contrario e chiedessimo a Dio di poterlo servire bene, ecco che tutte le cose andrebbero nel giusto ordine perché è solo chiedendo di servire che noi abbiamo il nostro piccolo regno. Quando si ama Dio si regna insieme a Lui e perciò i beni materiali ci vengono dati in conseguenza, perché il regno animale e il regno materiale obbediscono al regno dello Spirito. Quindi quando noi possediamo il regno spirituale, che è l'Amore di Dio, tutto il resto ci viene dato in più. La cosa che più dispiaceva a Padre Pio era proprio questa. Diceva : «Tanti figli che vengono qui, che si definiscono figli, che ho accettato come figli, non vengono in realtà per cercare il Regno di Dio, ma per cer¬care un regno personale». Padre Pio soffriva molto perché si andava da lui soprattutto per chiedere dei miracoli, per chiedere un benessere superiore, ma quasi mai per mettersi al servizio di Dio. E allora anche i santi, a volte, sono interpretati male e diventano centro di con¬fusione più che di ordine. Quando non si è capito che il santo deve aiutare gli uomini a capire che cosa è il Regno di Dio e a conquistarlo, allora an¬che i santi diventano centri di ricerca di benessere materiale, di accre¬scimento di ricchezza, di potere, ecce-tera. Così come è avvenuto a San Giovanni Rotondo. Padre Pio ha fatto tanto per il mondo, ha attirato l'attenzione su di sé soprattutto per aiutare gli uomini a capire che si deve cercare prima il Regno di Dio e la Sua Giustizia, ma finora poco è stato capito. Anche se è stato fatto tanto chiasso, non è stato ancora fatto quello che Padre Pio voleva, cioè che noi imparassimo a diventare apostoli del Regno di Dio, non a correre da lui solo per cercare miracoli, prodigi. Purtroppo quelli che sono stati intorno a Padre Pio non hanno molto aiutato le persone che vanno a San Giovanni a mettersi in questo piano, piuttosto li hanno aiutati a credere nei miracoli che sono sen¬z'altro delle realtà ma sono solo un mezzo, non sono il fine: il fine è l'Amore. Per quanto il Padre l'abbia predicato tutta la vita, non è stato capito. La massa degli uomini, fuori e dentro il convento, si è attaccata al grande carisma, ai poteri straordinari di trasfor¬mare la materia e di fare prodigi, a questa grande potenza di Padre Pio che è poi la potenza di Dio. E questo che cosa ha creato? Solo degli idoli e dei nuovi esseri che si sono proclamati, se non uguali, eredi di Padre Pio nello spirito. Si sono creati tanti equivoci che non hanno portato tutto il beneficio che Padre Pio intendeva portare all'umanità. Una delle grandi crudeltà che è stata commessa intorno a Padre Pio è stata quella di occultare questo Libretto-Testamento spirituale che lui voleva insegnasse a cercare la potenza dell'Amore che salva noi, la nostra famiglia, i nostri figli. È stato occultato volutamente perché si voleva dare di Padre Pio un'immagine più di potenza che di Amore. Ma l'immagine di potenza non è quella che salva il mondo perché un uomo potente è un uomo che suscita anche delle contese. La gioventù, che ha la possibilità di cambiare il mondo quando è nelle mani di Dio, non sente tanto l'amore verso questo grande santo che è ve¬nuto a portare un cambiamento radicale nell'umanità. I giovani, che erano la parte che stava più a cuore a Padre Pio, sono stati i grandi trascurati e le vittime di questo piccolo delitto di occultare la Verità principale di Padre Pio: il suo Testamento Spirituale d'Amore che è stato scritto per mano mia, ma che è in realtà l'Amore di Dio che deve essere diffuso e che poteva avere la potenza di conquistare la maggior parte dei giovani. Questa potenza c’è, però i frati di San Giovanni Rotondo, non si sa per quale motivo, hanno preferito fare di Padre Pio un idolo, un creatore di miracoli e non un conquistatore di anime. Conquistatore di anime lo è stato finché era in vita, ma oggi i giovani nei gruppi di preghiera sono spariti: a Bologna non ci sono, e dovunque voi andate vedete che i giovani non ci sono. Perché non ci sono? Perché non c’è il linguaggio. Non è che i giovani siano tutti dei diavoli che scappano: scappano perché oggi occorre un linguaggio che Padre Pio ha portato e che è stato nascosto. Io alla mia età, 62 anni, posso dire con certezza queste cose davanti a Dio e senza timore di qualunque cosa possano dire gli uomini di me perché è mio dovere, perché per potere veramente par¬lare della grandezza di Padre Pio bisogna parlare di quello che lui ha do¬nato spiritualmente, non tanto dei miracoli che ha fatto che, come ri¬peto, erano solo dei mezzi. Avrete sentito alla televisione che un certo professore dell'Università di Napoli ha detto che Padre Pio, secondo lui, non è un santo perché non ha lasciato nessun messaggio, ma solo dei prodigi. In un certo senso, questo professore che non sa quello che Padre Pio ha fatto per conquistare lo spirito e il cuore degli uomini, sembre¬rebbe quasi aver ragione. Invece non è la verità, ma di chi è la colpa? La colpa è di coloro che hanno avuto paura a divulgare un messaggio che an¬che Paolo VI leggeva tutti i giorni. Io non conosco i motivi per cui lo hanno fatto. Specialmente Padre Pellegrino, che ora è morto, e alcuni altri frati sono riusciti per tanti anni ad impedire che questo Libretto circolasse. Sono passati vent'anni da quando Padre Pio mi ha dato questo incarico, ma ancora oggi ci sono due, tre persone che si proclamano santi e mi ostacolano. Però la loro cattiva volontà non è sufficiente, perché Dio è più potente della loro cattiva volontà e quindi questo Libro è andato lo stesso in tutta Europa. Avrebbe potuto operare il prodigio di attirare la gioventù, perché questo è il carisma del Quaderno: i giovani rimangono affascinati. Ma purtroppo non lo conoscono e allora si fanno di Padre Pio un'immagine sbagliata. Pensano all'uomo che ha fatto i miracoli, che ha costruito la clinica, che ha fatto tutte queste cose materiali, ma spiritualmente non lo sentono. Quando qualcuno invece viene a conoscenza del Quaderno dell'Amore, ecco che immediatamente cambia parere e vede Padre Pio come il vero portatore dell'Amore di Dio, di quello che tutti i giovani cercano. Perché i giovani sono lontani dalla Chiesa? Perché si sentono giudi¬cati. Non hanno l’amore che noi non sappiamo dargli perché non abbiamo il linguaggio, non abbiamo la capacità di presentare Dio come è real¬mente. Ma il Dio d'Amore non è un'invenzione di Padre Pio: è il Vangelo che lo dice. Bisogna mettere il Vangelo in luce nella giusta realtà. Oltre tutto c’è il Concilio Vaticano II che ha stabilito di dare il primato all'A¬more quando invece, nel Concilio di Trento, il primato era della legge. Perciò, dopo il Concilio, è dovere di tutti i cristiani diventare apostoli dell'Amore, non più dei giudici come siamo stati finora. Ma se noi na¬scondiamo la parte di Padre Pio che lui ha messo in luce, allora egli può sembrare, come diceva il professore di Napoli alla televisione, un sacer¬dote che ha riportato la Chiesa ai periodi più bui del Medioevo. Così l'hanno definito Padre Pio. Ma egli non era questo, egli è venuto princi¬palmente a portare un messaggio d'amore per attirare la gioventù e tutti coloro che non riescono a conoscere Dio at-traverso il potere del giudizio umano, mentre noi facciamo di Padre Pio un operatore di quei prodigi che il Vangelo condanna. Infatti il Vangelo dice: «Abbiamo fatto prodigi in nome Tuo». Ma Gesù risponde: «Andatevene! Io non vi conosco, voi che avete commesso l'iniquità». Perché fare i prodigi per in¬nalzare esclusivamente sé stesso è un'arte diabolica, ma invece fare di ogni prodigio un fine superiore per attirare la gente e portarla all'A¬more, è divino. Anche il demonio fa i prodigi, ma li fa per ottenere che gli uomini si inchinino a lui. Padre Pio invece ha usato i prodigi come mezzo per por¬tare gli uomini all'Amore di Dio. Questo a San Giovanni Rotondo sembra che non si sia capito, perché si limitano a ripetere che Padre Pio era grande, era potente... era grande, era potente... e i giovani dicono: beato lui! Ma Padre Pio non è venuto per ostentare una potenza: se fosse questo egli non sarebbe un Santo! Questo lo credete tutti, eh? E allora i giovani specialmente, che oggi sono più svegli di prima, intelligenti, non rie¬scono a riconoscere in Padre Pio la vera grandezza perché si rendono conto che manca la parte essenziale. Ecco: la parte essenziale è il Libro che lui ha fatto scrivere prima di morire. Per fortuna Padre Pio era sicuro che, nonostante la cattiva volontà di alcuni suoi confratelli e di religiosi, il Testamento sarebbe arrivato lo stesso perché ci sono gli uomini intelligenti, c'è il Papa che conosce, che sa discernere. Però questi esseri hanno il potere di far perdere tempo e di fare in modo che anche la gioventù venga distolta dall'inte¬resse per le cose dello spirito. A questo disastro che hanno combinato bisogna rimediare piuttosto presto perché non c'è molto tempo. E per ri¬mediare e riportare la pace nelle famiglie, bisogna studiare e capire che cosa è l'Amore di Dio e che cosa veramente Padre Pio è venuto a dire. Ora, se voi chiedete a una persona: «Va bene, Padre Pio era così po¬tente. Ma che ha detto?». « Niente, non ha detto niente Padre Pio. So solo che lui è potente e basta». Ma questo non è un mezzo per sal¬vare il mondo: per salvare il mondo ci vuole la Parola, ci vuole l'Amore, ci vuole lo Spirito Santo. Padre Pio ha sofferto cinquant'anni le stig¬mate per portare un'altra volta lo Spirito d'Amore, un apporto di Spirito Santo capace di attirare la gioventù, di attirare gli uomini e riportare il Regno di Dio sulla terra. Se noi dimentichiamo il principale dovere di mettere in luce l'Amore diffuso da Padre Pio, egli non serve a niente. Serve solo a qualcuno che vuole un miracolo: se ce l'ha beato lui, se non ce l'ha magari perde la fiducia anche in Padre Pio. Questa universalità del messaggio di Padre Pio bisogna met¬terla in luce. Io non lo dico per me, perché io ho già la vecchiaia vicina quindi non mi serve proprio più niente, mi serve solo la Grazia di Dio, ma per voi che amate Padre Pio, che volete mandare avanti questo spirito: non potete fare a meno del Testamento d'Amore che lui ha lasciato. Se non lo diffonderete, porterete delle contese tra i giovani che oggi non accettano più di parlare di un uomo superiore all'altro: essi vogliono che gli uomini abbiano tutti le stesse possibilità. Che è poi la verità, perché quando un uomo ha ricevuto lo Spirito Santo, l'Amore, può fare tutti i prodigi che ha fatto Padre Pio: se così non fosse allora sarebbe un'in¬giustizia che ci siano degli esseri così potenti. Ma Dio mette in luce alcuni solo per insegnare, non per farne degli idoli. Questa è la confu¬sione che è venuta e che ha allontanato i giovani dai gruppi di preghiera. Quando era vivo Padre Pio erano pieni di giovani, poi piano piano se ne sono andati. Una volta sono andato presso un gruppo (di preghiera) a Modena. C'erano dieci persone e io ero un ragazzino in confronto agli altri: avevano mi¬nimo ottant'anni. La fuga dalle chiese e dai seminari avviene perché non abbiamo voluto imparare il linguaggio dell'Amore. Ora, quelli che sono responsabili di questo, speriamo e preghiamo che aprano gli occhi e che capiscano perché, altrimenti, invece che fare il bene del mondo fanno la dannazione del mondo. Voglio mettervi possibilmente al corrente di quello che veramente fa soffrire anche oggi Padre Pio, che vede sbandata la gioventù che lui ha tanto amato: oggi non può aiutarla perché non ci sono i linguaggi adatti. Io ho esperienza, perché sono stato da Padre Pio tanti anni. Ero giovane e vedevo che con il suo linguaggio quasi tutti i giovani rispondevano, ma ora non rispondono più quando si parla di Padre Pio solo come uomo potente. Anche voi, se veramente amate Dio e Padre Pio, dovete fare la prova. Provate a studiare questo Libretto, a vedere che cosa veramente si dovrebbe dire per aiutare chi non crede e vedrete che i miracoli accadranno. Questi sono i veri miracoli! Vedrete dei giovani che dicono di non credere a niente che nel giro di un giorno o due cambiano completamente. Io ho conosciuto decine e decine di ragazzi che hanno fatto così. Quindi, se il prototipo funziona, vuol dire che si tratta solo di trovare le persone ido¬nee per avvicinare questa gioventù. Ma se noi non proviamo, continuiamo sempre col solito sistema di dire: «Ah, ma quello è un mascalzone!» Condanniamo e basta. È un mascalzone perché io non ho trovato le parole giuste per farlo diventare un santo, ma se io ho il linguaggio.... Allora Padre Pio che cosa è venuto a fare? A portare un linguaggio nuovo che aiuti la Chiesa conciliare a mettere in atto quello che ha detto. Perché se nel Concilio Vaticano han detto: “Prima c'è l‘Amore, poi c'è la Legge”, allora bisogna che noi diciamo: “Come facciamo a diffon¬dere questo Amore?”. Se rimane lettera morta, allora vengono fuori le contestazioni, salta fuori Lefebvre che dice: “Era meglio prima...” Ma siccome indietro non si può tornare e questo è il tempo dell'Amore, è necessario studiare questo tempo che cosa è. Abbiamo in mano una specie di talismano per cui i miracoli li fac¬ciamo anche noi, perché il miracolo di cui c’è bisogno oggi è la conver¬sione nell’Amore. È bene guarire un malato nel corpo, ma prima di tutto nello spirito. Ebbene, l'arma per guarire gli spiriti ammalati è proprio questa. Io lo dico con sicurezza perché ci ho passato la vita. Ho rinun¬ciato a tante cose, a farmi una famiglia perché Padre Pio fin da ragazzo mi ha sempre fatto capire che se non avessi obbedito a questa chiamata sarebbe stato un disastro. Io non capivo che cos'era, ma sentivo che do¬vevo obbedire. Però non avrei mai pensato che questa obbedienza mi avrebbe portato poi, alla fine, a trovare nei confratelli che io amavo, nei sacerdoti, nei frati intorno a San Giovanni Rotondo, delle specie di Giuda che hanno condannato e chiuso Padre Pio in un carcere. Gli hanno impe¬dito di diffondere quella Verità che salva. Ora voi, con molta serenità, dovete approfondire, studiare se quello che io dico è vero. Se credete che sia vero cercate di aiutare i vostri ragazzi e le famiglie a conoscere questa realtà. Vedrete che la Grazia di Dio fiorirà. Sembrerebbe strano che un Santo come Padre Pio non abbia fatto niente per salvare la gioventù. Effettivamente non c’è niente che venga da San Giovanni Rotondo che attiri i giovani. Molti giovani ignorano chi fosse Padre Pio. Rimane un mistero la sua potenza che è immensa se si usa questo linguaggio del¬l’amore invece dell’antico linguaggio di condanna che si usava prima del Concilio. Quel linguaggio era giusto allora, ma adesso Dio non lo vuole più! E la maggioranza dei cristiani non lo conosce. Anche se si prega dalla mattina alla sera, se non si usa il linguaggio voluto da Dio non conta niente. Pregare conta quando si fa la Volontà di Dio: se si va fuori dalla Volontà di Dio la preghiera non serve, Dio non la ascolta. Questo mi ha insegnato Padre Pio, e si tocca con mano: perché ci sono tante persone brave che pregano, pregano, pregano, però non rie¬scono a cambiare i loro figli, i loro nipoti? Come mai? Veramente son così delinquenti questi ragazzi? Tanto più cattivi di noi? Io sostengo di no. Sostengo che non abbiamo trovato la parola giusta che Dio ci ha dato e che qualche diavolo ha voluto occultare per poter fare regnare il de¬monio invece che Dio. Questo lo dico con certezza perché Padre Pio era un profeta e diceva che il demonio poteva ostacolare per un tempo la Volontà di Dio, ma non per sempre perché sarebbe arrivata l'ora in cui Dio avrebbe bastonato per amore dell'umanità e la Sua Verità sarebbe stata messa in luce. Infatti, questo sta succedendo nonostante la cattiva volontà dei frati di San Giovanni Rotondo; questo Libro viaggia in altre sedi: nel centro d'Europa, in Germania, in Olanda, in Belgio, anche nei paesi anche protestanti. Come mai allora? Io non ho nessun potere perso¬nale, però la Volontà di Dio si manifesta. Padre Pio diceva: «Andrà in tutto il mondo, nonostante gli ostacoli inevitabili delle cattive volontà umane, e porterà l'inizio del Regno di Dio ». Io credo che sia vero, perché ne ho già le prove, spe¬cialmente in Francia ed in Spagna. E non sono stato io: è stato lo Spirito Santo. Ma quello che mi ha fatto passare lo sa solo Dio. Nel Vangelo è scritto che ogni volta che il Si-gnore vuole una cosa, ci sono subito gli ostacoli: io li ho sperimentati. Lo dico senza vanità perché io ormai con le sofferenze e con tutti i guai che mi hanno procurato non ho più vanità, e an¬che se ne avessi avuta qualcuna mi sarebbe ormai passata. Lo dico perché devo testimoniare, fino a che ho un po' di voce, quello che Padre Pio mi ha detto e la ragione per cui ho speso la mia vita. Quindi, se non lo di¬cessi, peccherei. Non mi interessa più il giudizio umano, mi interessa solo il Giudizio di Dio. E mi interessa che voi siate felici e che possiate ricevere da Padre Pio quello che egli ha veramente dato. Se mi crederete, un giorno vedrete queste sale o le chiese piene di giovani. I giovani non mi fanno nessuna paura, mi fanno paura le persone che credono di aver già capito tutto e di poter strumen¬talizzare la Chiesa secondo i loro fini; non per i fini di Dio ma per re¬gnare loro. Ora tutto ciò finirà: le bastonate stanno arrivando, e ne arrive¬ranno delle altre fino al punto in cui saremo tanto umili da ascoltarci l'uno con l'altro. Basta col dire: «Quello è un demonio, quello è un Santo». Santi e demoni ci sono dappertutto, bisogna invece avere l'umiltà di saperci ascoltare. Morto Padre Pio è venuta una rivoluzione per cui non hanno voluto ascoltarmi. Io ho passato la vita, dall'età di 14 anni fino a 42 anni, rimanendo a disposizione di Padre Pio, anche se ho avuto un pe¬riodo d'interruzione per gli studi, per la laurea. Poi che cosa è suc¬cesso? Quando era vivo Padre Pio mi stimavano tutti, mi volevano bene; morto lui, io non sono stato più ascoltato, solo perché mi aveva chiesto di scrivere il Quaderno dell’Amore ed aveva chiesto ai superiori che tenessero conto di quello che io dicevo. Eppure l'avevo ricevuto da Lui e avrei potuto essere di grande aiuto, specie alla gioventù. Anzi, Padre Pio aveva detto a Padre Bernardino, che me l'ha riferito: «Se voi trascurate quel giovane, perderete tutta la gioventù e anche le mie opere si arresteranno». Padre Bernardino mi confermò: «Ah, se avessimo dato retta a Padre Pio!». Però, invece che dare retta a lui si sono scagliati contro di me che non ne avevo colpa. Me ne hanno fatte un po' di tutti i colori per cercare di fare in modo che io non esi-stessi. Ma, sic¬come Dio queste cose non le ascolta, io sono ancora qui. La verità è que¬sta: hanno tentato di tutto per farmi sparire. Cioè di non far sentire la mia voce, e con tanti mezzi che non sto a elencare perché sono delle miserie umane e quindi è meglio chiudere e lasciare il giudizio a Dio. Però mi dispiace. Non tanto per me, ma per il danno che hanno fatto. Un danno immenso, perché la gioventù che si è perduta non si recupera più. Infatti Padre Pio diceva: «La strage degli innocenti non è un fatto passato, si ripete anche oggi. La strage degli innocenti avviene ogni volta che si nasconde la Verità e la Volontà di Dio». Ora la Volontà di Dio è questa, confermata da Paolo VI, non solo da Padre Pio: istruirci e diventare Maestri d'Amore, non più di giudizio. Ma se non c’è qualcuno che è stato istruito prima, come si fa a istruire l'umanità? Era necessario che Padre Pio scegliesse qualcuno. Il fatto che abbia scelto me per fare questo lavoro non è certamente un privilegio perché ho dovuto rinunciare a farmi una famiglia, ho dovuto rinunciare a tante cose, a tante fortune che io avrei potuto avere: non mi mancava niente per fare anche la bella vita. Ma di fronte a questo comando ho ri¬tenuto di mettere al primo posto la Volontà di Dio, il che mi ha portato le conseguenza che vi ho detto. Io non dico questi fatti per la-mentarmi o per rimpiangere; io sono felice anche di aver sofferto. Però adesso, prima di morire, è ora di dire basta perché se io me ne vado senza dirvi come stanno veramente le cose mentre Dio me ne dà l'occa¬sione, allora divento colpevole io. Nella Bibbia è scritto che quando un uomo ha ricevuto un comando da Dio e lo tiene nascosto e non parla, viene bastonato lui; in¬vece se parla e dice la verità, chi è colpevole verrà colpito. Io non voglio colpire nessuno però, quando il Signore mi chiamerà, voglio poter dire in coscienza: “Io fino all'ultimo ho ripetuto quello che Tu mi hai detto” e quello che Dio ha detto a me attraverso Padre Pio è questo: che dobbiamo tutti ricominciare daccapo, imparare bene che cos'è l’Amore di Dio e come dobbiamo diffonderlo intorno a noi. Se non lo facciamo ci troviamo il diavolo in casa e poi non dobbiamo lamentarci però, perché l'unico modo per salvare la Chiesa e per allontanare tutti i demoni che ci sono dentro adesso, è quello di imparare ad amare. L'amore è l'unica forza che vince i demoni. È inutile andare a farsi un esorcismo, perché l'esorci¬smo, prima di tutto, lo facciamo nell'allontanare le vie che fanno entrare il demonio. Se io mi vado a esorcizzare e mantengo dell'odio per una per¬sona o per il mio vicino, allora l'esorcismo a che cosa serve? Il diavolo ha diritto di restare al suo posto quando io non ho l'amore. Allora, dobbiamo andare in Chiesa per aiutare i sacerdoti ad amare di più, a tenere la lingua a posto anche loro perché ce ne sono anche di quelli, come vi dicevo di San Giovanni Rotondo, che invece di fare il loro do¬vere parlano male degli altri. Noi laici dobbiamo aiutarli a essere veramente cristiani e non a spettegolare con le signore nei confessionali: questo è avvenuto negli ultimi tempi! È avvenuto ai danni di Padre Pio e ai danni di questo Libretto. Tutto però si può ricominciare. Si può rico¬minciare perché adesso vediamo che il mondo è in una tale confusione per cui se non ci si decide a cambiare linguaggio e a diventare buoni non c’è speranza. Io vado in tante famiglie; mi chiamano in tante famiglie: dappertutto ci sono diavolerie. O per i soldi, o per l'eredità, o per l'invidia di un figlio contro l'altro, insomma un inferno. Però, per quelli che hanno capito veramente che Dio è Amore e imparano il Linguaggio dell'Amore avviene, non si sa perché, che piano piano nella famiglia entra Dio. E ci rimane. Ecco, questo è il vero messaggio di Padre Pio, è quello che lui vo¬leva che io facessi per il bene di tutti, cioè aiutare a capire che lui ha ottenuto da Gesù un aumento di amore, tanto grande che se noi lo prendiamo sul serio .... Lui diceva: «Quando lo prenderemo sul serio comincerà veramente il Regno di Dio sulla terra». Verso il Duemila, sarà proprio l'inizio di questa era, per cui chi non ha capito l'Amore sarà veramente in un inferno. La scelta verrà fatta così: quelli che amano potranno fare dei progressi incredibili nelle vie della pace, della giustizia e anche della prosperità materiale. Padre Pio diceva che i beni materiali sono conseguenza del nostro amore: se noi amiamo, Dio non ci priverà neanche dei beni materiali, ci darà tutto, perché tutto è soggetto all'Amore. Se invece non ci decidiamo a mettere al primo posto l'Amore, ecco che sarà veramente il regno di Satana. E poiché il re¬gno di Satana c’è già, cerchiamo di eliminarlo piano piano convincendoci, meditando. Questa è la Volontà di Dio, questa è l’Era dell'Amore. Non è stata profetizzata solo da Padre Pio, ma anche da Paolo VI: quante volte il Papa Paolo VI ha parlato di questa Era dell'Amore! Quando io sono an¬dato da lui con questo Libretto, lui mi disse che la più grande consola¬zione che aveva avuto dopo il Concilio era stato il Quaderno. Voi sa¬pete che questo primato dell'Amore instaurato nella Chiesa era stato molto contestato, specialmente da Lefèbvre, dai conservatori, e Paolo VI aveva sofferto tantissimo. Questo Libretto era diventato l'unica sua con¬solazione perché gli confermava che quello che era stato detto nel Concilio era la verità. Ma purtroppo l'ignoranza regna anche nella Chiesa: molti sacerdoti non si sono preparati bene ad accogliere questo mes¬saggio, questa Era nuova e allora uno dice una cosa, uno ne dice un'altra. Questa confusione inevitabilmente è accaduta. Ma noi laici dobbiamo contri¬buire a rimediare a questi errori. Sono errori umani e quindi noi dob¬biamo correggerli per amore di Dio, anche avvertendo le persone che, per esempio, hanno la lingua lunga, che parlano male l'uno dell'altro: quelli non sono mai portatori di Dio. I maldicenti sono sempre portatori del diavolo, anche se dicono delle cose vere. Anche se io sapessi che tu hai delle pecche, io non le devo dire. Non le devo dire perché se le dico di¬vento l'accusatore, cioè divento un demonio. È chiaro? Quindi ecco quanto c'è da fare per disfare tutto il male che è stato fatto. Però se noi lo prendiamo sul serio, il Signore ci aiuterà e diventerà facilissimo distruggere tutto questo male. Come si può fare per ricominciare daccapo? È molto semplice: la cosa che si deve fare è pregare Dio in un modo diverso, cioè pregare Dio di aiutarci a capire la Sua Volontà prima di ogni altra cosa. Se noi ogni giorno diciamo: "Signore, insegnami la Tua Volontà e fa che io la possa mettere in pratica", allora piano piano questa Volontà entra in noi e noi comprendiamo che dobbiamo iniziare un linguaggio d'amore. La Chiesa ce lo chiede, ce lo chiede il Papa, ce lo chiede il Concilio, ma io purtroppo ovunque vada sento sempre lingue maldicenti, persone che parlano male l'una dell'altra. E questo ritarda l'avvento del Regno di Dio. Per avere il Regno di Dio bisogna cambiare la lingua delle persone, ed è la cosa più difficile. Nei piccoli centri per esempio, dove io ho vissuto, si starebbe tanto bene, meglio forse che nelle grandi città, però si formano queste durezze, queste cattiverie di pensiero e di parole per cui diventa un inferno. Anche se io vivo in una villa in mezzo ad un giar¬dino, in un paradiso, se c’è il vicino di casa che mi odia, magari senza mo¬tivo, io vivo in un inferno. Se noi eliminiamo tutto questo per mezzo della potenza dell'Amore di Dio, noi piano piano creiamo un paradiso, se invece non teniamo a freno la lingua, creiamo l'inferno sulla terra. Ora Padre Pio vi aiuterà certamente a riempire di giovani i vostri gruppi di preghiera se fate così, altrimenti i gruppi di preghiera si an¬nullano, perché quando sono morte quelle quattro persone anziane che hanno conosciuto Padre Pio non c’è più niente. Padre Pio voleva che io facessi questo lavoro, anche se non mi rite¬nevo capace perché per me è stata una bomba, ma avrei accettato. I frati non l'hanno voluto, forse perché mi ritenevano indegno o incapace, non lo so, ma adesso parlano le conseguenze. Padre Pio però sapeva quello che faceva e qualcuno è anche pentito, ma è un po' tardi. Vent'anni perduti! Capito? Padre Pio aveva disposto tutte le cose bene, invece i suoi nemici hanno mandato all'aria tutto. Comunque non è tutto perduto perché Padre Pio era cocciuto, tanto è vero che è riuscito, nonostante tutti i guai che mi hanno combinato, a mantenermi fedele. Questo è merito Suo, di Dio, perché restare fedeli quando si prendono dei calci non è facile, è molto difficile: questo miracolo però Padre Pio lo ha fatto. Tanto è vero che io adesso devo andare in Belgio, in Francia, in Germania, a parlare di queste cose nonostante siano passati tanti anni. Qualcuno che ha capito c’è. Ha capito che questo Libretto era promesso a Giovanni nell'Apocalisse e che quindi è il Libretto che deve aiutare gli uomini a riportare l'Amore sulla terra. Se voi leggete l'Apocalisse, trove¬rete un passo dove dice che l'Angelo aveva in mano un Libro. Anche per¬sonaggi come Don Dolindo Ruotolo, che voi conoscerete certamente perché era di Napoli e che era un santo, parlano di que¬sto Libretto che deve apparire in questi ultimi tempi. Purtroppo, se non c’è l'aiuto dello Spirito Santo non si riescono a tro¬vare tutte le conferme che esistono in tanti libri. Uno di questi è quello di don Ruotolo. Se voi già non lo conoscete, comprate l'Apocalisse di Don Dolindo, e troverete la con-ferma di questa verità. È molto difficile arri¬vare a conoscere tutto quello che Padre Pio ha detto. Però se uno ha l'umiltà, ci pensa Padre Pio a metterlo in contatto con le persone, coi testi, coi libri che servono per scoprire la Verità. Io non pretendo che voi crediate a quello che oggi vi dico, dovete istruirvi però, non ascoltare il primo ciarlatano ignorante che vi dice: “Quello vi racconta delle balle”. Voi diventate responsabili! Non si può ascoltare uno e magari, anche solo perché è un frate, dire: “Ah, ha detto la verità”. No, piano, perché purtroppo il demonio lavora oggi dappertutto. E allora bisogna istruirsi e prima di aprire bocca ve¬dere dove sta la Verità. Questa responsabilità l'abbiamo, ma se noi ab¬biamo l'intenzione retta, il Signore non ci lascia mai nella confusione. Ci confonde, ci permette la confusione quando noi abbiamo la malizia e la cattiveria, quando vogliamo giudicare con la nostra mente, non la¬sciando giudicare a Dio. Voi sarete sorpresi di quello che vi dico. Avrei potuto dirvi anche tante cose belle, ma io trovo che è molto meglio partire dalla verità e dalle situazioni come sono, perché dopo qualcuno vi viene a imbottire la testa, a dire delle cose contrarie, e allora io vi ho già avvertito, sapete come dovete regolarvi. Dopo aver messo in luce con chiarezza tutto quello che Padre Pio voleva e tutto quello che i suoi non hanno voluto, si possono anche dire le grandi cose di Padre Pio, ma è inutile dire tante cose di lui quando non si conoscono esattamente le sofferenze che gli hanno dato e tutto quello che gli hanno impedito di fare. Padre Pio è venuto con la potenza di cambiare veramente il mondo, perché era un Profeta, non era solo un Santo, e la Chiesa prima o poi l’in-nalzerà agli altari. Padre Pio è venuto per dire al mondo come si fa a ri-mediare ai mali che vediamo intorno a noi. Quali sono questi mali? Sono principalmente la mancanza di conoscenza e la mancanza di amore fra di noi e a Dio. Egli ci ha insegnato il rimedio. Qual è il rimedio? È quello di andare sempre là a chiedere dei miracoli? No. C’è anche una scuola che Padre Pio ha lasciato; se non avesse lasciato una scuola, gli uo¬mini a che cosa si attaccherebbero? Sì, c'è il Vangelo, benissimo, è vero. Però il Vangelo l'abbiamo interpretato bene? Sono nate diecimila sette diverse in nome del Vangelo. E allora? Il Signore si è riservato negli ultimi tempi di chiarire esattamente che cosa, nell'ordine del Volere di Dio, dobbiamo mettere al primo posto. Come ho detto in principio, al primo posto bisogna mettere l'Amore di Dio. Come si fa? Seguendo quelle parole che Padre Pio ha voluto, per Volontà di Gesù, che fossero scritte in questi ultimi tempi. Se noi non riusciamo ad avere questa chiarezza non verrà mai la pace e sarà l'inferno: non solo nel mondo in generale, ma ogni singola famiglia avrà il diavolo in casa perché è solo l'Amore che lo allontana. Voi provate a mettere in pratica quello che Padre Pio ha detto e ve¬drete che nelle vostre famiglie fiorirà la pace e i vostri figli torneranno a essere quello che voi avreste voluto. Ora, a cominciare dagli anni pros¬simi ci saranno grandi rivoluzioni. Padre Pio disse: «Verso il Duemila, il mondo conoscerà le più grandi tribolazioni», appunto perché Satana ha avuto un tempo per potere tormentare la vita degli uomini e se noi non sappiamo, non abbiamo in mano le armi giuste, non riusciremo a vincere il demonio e il demonio vincerà noi. Questa è una profezia che Padre Pio ha fatto a me, personalmente. Egli aggiunse: «Gli attacchi del demonio, verso il Duemila, saranno sempre più grandi». E sempre più grande dev’essere la preparazione di ognuno di noi, proprio per dissipare tutte queste tenebre che ci circondano. La preparazione viene fatta attraverso la co¬noscenza dell'Amore di Dio. Se voi lo conoscete già, meglio così. Se non lo conoscete cercate di studiare, di approfondire, perché avrete delle grazie così grandi da essere come in paradiso sulla terra. Ecco ciò che è stato il dono di Padre Pio: riuscire a darci un'arma capace di vin¬cere tutte le difficoltà che avremo da superare in questi ultimi anni del demonio scatenato perché dopo, attraverso l'Amore di Dio, il demonio sarà di nuovo incatenato. La catena di cui parla l'Apocalisse, che cosa è? È l'Amore che deve unirci fra di noi in Dio. Quando noi siamo uniti uno all'altro nell'Amore, ecco allora che questa diventa la catena che ci fa essere in comunione con Dio e coi santi. La Comunione dei Santi diventa la catena capace di dissipare tutte le tenebre. Anche i malanni materiali, anche le miserie, tutto sparirà quando l'Amore è en¬trato in noi e noi facciamo parte del Regno d'Amore di Dio. In noi deve sparire ogni pensiero che non sia amore, che non sia gioia, che non sia pace. E tutto sparirà quando abbiamo questa unica volontà: amare Dio e il prossimo. Ecco, questo Padre Pio è venuto a dire. Non è venuto a dire delle cose nuove: cose vecchie, però dette con autorità. Quando uno ha l'au¬torità e parla a nome di Dio, queste parole entrano nel cuore e diventano la vita dell'uomo. Padre Pio aveva l'autorità da parte di Dio, e perciò quello che ha detto l'ha detto Dio: avendolo detto Dio per bocca di Padre Pio, si realizzerà. L'uomo reagisca! La differenza tra la parola autorevole e la parola umana è proprio questa: la parola, quando ha l'autorità e viene da Dio, ha la possibilità di creare quello che la parola dice; quando parla invece un uomo che non è in comunione con la Volontà di Dio quello che dice non ha nessun valore per l'eternità. Le Parole che ha portato Padre Pio attraverso l'Amore di Dio sono Parole di Vita Eterna e creano un mondo somigliante alle parole pronunciate dal profeta. Quindi noi dobbiamo stare tranquilli, anche se in questo periodo ci saranno molte sofferenze. Tranquilli perché abbiamo di sicuro questa promessa di Padre Pio che un giorno vedremo il Regno di Dio. Può darsi che anche voi lo vediate, ma il tempo dipende da noi. Perché il tempo per Dio non ha tanta importanza; per noi ce l'ha. Se accettiamo la Volontà di Dio in breve tempo, vedremo il Suo Regno. Noi possiamo ritardare l'av¬vento di questo Regno, ma non possiamo impedirlo. Quindi conviene ini¬ziare da oggi. Se volete, dovete cominciare con la preghiera. Non è che dovete agitarvi, preoccuparvi per quello che vi ho detto: quello che io posso aver sofferto lo offro volentieri per il bene vostro, per il bene di tutti. Ma da oggi in poi non bisogna più ascoltare le persone che hanno la lingua cattiva, perché ogni maldicenza viene da Satana. Quindi, se voi non ascoltate più maldicenze e ascoltate solo la Voce dell'Amore, ecco che il Regno di Dio è già arrivato in voi. Questo lo possiamo fare insieme, aiutarci con la preghiera a eliminare tutti i diavoli che possono essere anche qui, in questa bella città che bisogna ripulire da tutti questi spiriti, anche per questi poveri ragazzi che si comportano male. E allora vedrete come si fa presto a fare pulizia. Noi in questo giorno ci siamo incontrati così, per caso: sono stato a Pompei domenica scorsa, ma non pensavo di venire qui. La signora (del Gruppo di preghiera N.d.R.) mi ha chiesto di venire, giusto per potermi presentare, per farvi sapere che esisto e soprattutto che esiste il grande dono di questo Libretto che ha già fatto tanti miracoli, per offrire anche a voi la possibilità di conoscerlo e di armarvi contro gli assalti di tutti gli spiriti che oggi ci combattono e rendono le famiglie tanti piccoli infernetti. Noi dobbiamo trasformare un'altra volta le no¬stre famiglie in paradisi: non è un sogno, è una realtà. Il Paradiso viene ogni volta che noi abbiamo capito che l'Amore è tutto. Padre Pio ci è vicino con la Sua Grazia, con la Sua Potenza. Però ci è vicino solo se facciamo quello che lui veramente voleva, cioè che i gruppi di preghiera diventassero dei focolari e dei centri di incendio d'amore. Adesso dove sono i giovani che incendiano il mondo? Nei gruppi di preghiera di Padre Pio non ci sono. Si sono formati centomila gruppi, ma se noi vo-gliamo i giovani dobbiamo cercarli altrove. Dobbiamo fare in modo che i giovani ritornino ad amare, perché adesso sono stanchi di tutto. Chi ha figli vedrà che i suoi figli ritorneranno e si inchineranno anche a Padre Pio se gli si parla dell'amore e gli si fa conoscere questo Libretto, ma altrimenti non c'è niente da fare, non c'è niente da fare. Si esauriscono tutti, tutti, tutti. Se noi abbiamo la forza, se abbiamo la volontà, è perché questa volontà è appoggiata dalla potenza dello Spirito Santo. Quindi lo Spirito Santo trasformerà tutto. Ma bisogna crederci, perché se non si crede non c'è niente da fare. Se noi crediamo a questo, vedrete che quando farete le vostre riunioni comincerete con l'avere un giovane, due giovani, tre gio¬vani. Si comincia da uno, poi uno attira l'altro, poi l'altro, poi l'altro e poi ce ne saranno tanti. Ma bisogna far presto perché altrimenti questa povera gioventù che cosa fa? Se non ha l'aiuto della preghiera, l'aiuto di un bravo sacerdote che guida bene, i giovani diventano dei diavoletti. E dopo non si recuperano più. Io penso che questi paesi potrebbero veramente diven¬tare dei centri di preghiera, di amore se ci si mette in questo spirito, altrimenti non c'è niente da fare. Che Padre Pio vi aiuti, io pregherò, anche da Bologna; anche se non ci vediamo ci vedremo meglio, magari nell'altro mondo. Comunque sappiate che questa è la Verità. Io ve l'ho detto per Amore, per nessun altro scopo. Se voi mi ascoltate e tenete conto di quello che vi ho detto la vostra vita cambierà e questa città potrà diventare ancora una città di pace e di gioia. Che Padre Pio vi be¬nedica tutti e vi riporti quella Grazia di cui avete biso-gno. Diciamo insieme una preghiera. O Divino Amore, Spirito Paraclito, credo che colui nel quale Tu abite¬rai è reso da Te domicilio del Padre e del Figlio. Beato chi merita averti ospite, perché metteranno in esso la loro dimora anche il Padre e il Figliolo. Vieni, vieni, benigno Consolatore dell'anima afflitta, Protettore nei bisogni, Aiuto nelle tribolazioni. Vieni, Tu che mondi dalle scelleraggini, Tu che curi le piaghe. Vieni o Spirito Santo, libera la città di Aversa da tutti gli spiriti ma¬ligni. Vieni o Spirito Santo, diffondi il Tuo Amore, la Tua Grazia in tutti i cittadini di Aversa. Vieni o Spirito Santo, aiuta i gruppi di preghiera di Padre Pio a com-prendere la Volontà di Dio. Vieni o Spirito Santo, diffondi il Tuo Amore, la Tua Luce nei cuori, nelle menti e nei corpi dei cittadini di Aversa. Vieni o Spirito Santo, portaci l'Amore di Gesù, di Maria e di Padre Pio. Vieni o Spirito Santo, allontana da noi e dalle nostre case le influenze del maligno. Vieni o Spirito Santo, ardi e distruggi tutti i nostri malefici pensieri. Vieni o Spirito Santo, aiutaci a entrare nell'Amore di Dio e nella Sua Grazia. Vieni o Spirito Santo, insegnaci ad amare, aiutaci a non giudicare. Vieni o Spirito Santo, riporta alla Tua Chiesa, al Tuo Amore la gio¬ventù di Aversa. Vieni o Spirito Santo, benedici, guarisci e salva la gioventù smarrita di Aversa. Vieni o Spirito Santo, aiuta l'umanità intera a ricevere l'Amore Tuo, la Grazia Tua e la Volontà di portare sulla terra il Tuo Regno d'Amore. Vieni o Spirito Santo, mantienici ora e sempre tutti uniti, nella Volontà Tua espressa per bocca del Profeta Padre Pio. Vieni o Spirito Santo, aiutaci a mantenere viva la gratitudine e l'a¬more per Te, per Maria Santissima, per tutti gli Angeli, per tutti i Santi. Vieni o Spirito Santo, concedici la Tua Benedizione, concedila ai no¬stri cari, ai nostri figli, ai nostri cari defunti e specialmente agli am¬malati di questa città e del mondo. Vieni o Spirito Santo, concedici le grazie di cui abbiamo bisogno, per noi e per i nostri figli. Vieni o Spirito Santo, allontana da noi ogni giudizio, ogni pregiudizio e aiutaci ad amare i nostri fratelli. Vieni o Spirito Santo, aiuta il Papa a portare l'Amore nel mondo e aiuta tutti i sacerdoti a vivere sempre più nell'Amore Tuo. Vieni o Spirito Santo, Amore nostro, Gioia nostra, Padre nostro. Amen. Nel nome del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo.

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