Istituto Maria Ausiliatrice

Conferenza di Luigi Gaspari

Biancavilla (CT)  08 giugno 1993

Buonasera e benvenuti a tutti in questa accogliente "Casa delle figlie di Maria Ausiliatrice" che ci hanno dato ospitalità. Abbiamo oggi fra noi il dott. Luigi Gaspari di Bologna, figlio spirituale di Padre Pio di Pietrelcina e autore de "Il Quaderno dell'Amore" che è il testamento spirituale del Santo del Gargano. Esso è un dono molto bello fattoci dall'Amore di Dio, dall'Amore del Cuore di Gesù, che è sempre accanto a noi e che vive in noi. L'Amore di Dio è quella Voce che noi nel più profondo della nostra anima e del nostro cuore sentiamo; è la Voce che ci richiama alla gioia, che ci richiama alla speranza, che ci richiama alla fede. È sempre Lui che ci attira verso di Sé, nonostante le tante cose attorno a noi che ci vogliono distrarre e che vogliono fare in modo di non farci sperare nella infinita potenza dell'Amore di Dio. Padre Pio di Pietrelcina è stato un uomo che in questa terra ha fatto sempre la Volontà di Dio che è il Suo Amore; il padre è un modello per noi perché egli è stato "Profeta dell'Era dell'Amore".
Oggi una grande potenza la si può trovare solo in un linguaggio: il linguaggio dell'Amore di Dio. Noi troviamo oggi questo linguaggio nelle parole del "Quaderno dell'Amore", così come lo troviamo nella figura di Gesù stesso fatto Uomo, nella Madre sua che è il Tempio della Sapienza infinita. La Madonna ci è mamma, Essa ci è stata donata da Gesù stesso, ai piedi della Croce; ciascuno di noi era lì presente insieme con Giovanni che l'ha ricevuta attraverso le parole di Gesù: «Figlio, questa è tua Madre. Madre questo è tuo figlio».
Ringraziamo il dott. Gaspari per la sua presenza qui tra noi, anche perché oggi è un giorno per lui particolare: oggi è l'anniversario della dipartita della sua mamma, Ida Tibaldi in Gaspari. La mamma del Dott. Gaspari ha lasciato una scia d'amore perché essa è stata una donna che fin dall'inizio ha voluto fare sempre e solo la Volontà di Dio, senza paura di niente anche se di problemi ne aveva: era mamma di dieci figli.
Nel "Quaderno dell'Amore", vi sono delle notizie autobiografiche delle quali ho il piacere di leggervi una parte. In esse il dott. Luigi Gaspari ci fa partecipi di quello che accadde durante il periodo nel quale la sua mamma lasciava questa terra: "Nel mese di Giugno 1956, esattamente il giorno 6, mi trovavo a San Giovanni Rotondo. Dopo la Santa Messa, Padre Pio mi vide in sacrestia, si avvicinò e disse: «Che fai qui? Non perdere tempo! Vai a casa subito». Rimasi molto turbato dall'invito a partire subito per Decima. Partii col primo treno diretto a Bologna; arrivai a San Matteo il giorno successivo. Trovai la cara mamma in fin di vita ma ancora lucida di mente. Vedendomi accanto al letto la mamma si illuminò di una gioia indescrivibile e mi disse: «Sei qui, Luigi! Ho tanto pregato Padre Pio di mandarti a casa. Volevo rivederti ancora una volta prima di morire. Sono grata a Dio e a Padre Pio di aver esaudito il mio desiderio. Ora muoio contenta perché so…».
Poi la mamma mi chiese: «Luigi, che festa è domani? Sento le campane suonare a festa ma non so che festa è domani». Io risposi che le campane non suonavano affatto e l'indomani non era una festa religiosa. Volli accertarmi sul calendario, l'8 giugno era dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Le condizioni fisiche di mia madre si aggravarono di ora in ora fino a quando, quasi cieca e senza possibilità di parlare né di stare seduta nel letto, fece segno di volere scrivere. Tutti i figli erano vicini alla mamma assieme al parroco di Decima, Don Balestrazzi, alle suore e ad alcuni amici. In modo e con una forza soprannaturale, mamma riuscì a scrivere fino a quasi gli ultimi momenti di vita. Trascrivo parte dei pensieri scritti dalla mamma durante la sua gioiosa agonia e incontro con Dio: «Lascio con serenità questa vita sapendo di non avere macchie davanti agli uomini e a Dio. La mia fine si avvicina, le forze mi mancano, ma non la mente… Luigi ci lasciamo, sii sempre buono e sereno con tutti - Pregherò per tutti - Così finisce la vita. Sei tu Luigi? Non piangere per me. Io sono con il Signore - Ti sarò sempre vicina - La Provvidenza mi è vicina. Ho sempre sentito il suono a festa delle campane. Vostro Padre mi attende - Così finisce la vita di questa terra, non con gli uomini, ma con Dio - Così sarà per voi. Lascio per voi tutti il consiglio di seguire la mia strada: - Carità e onestà - È un passaggio - Sono finita. Lascio a tutti i conoscenti gli auguri più belli - Dio ha il mio respiro - Pace e gioia a tutti - A Dio! Mamma».
Le parole scritte dalla mamma durante l'agonia non lasciarono dubbio alcuno che un intervento straordinario di Dio aveva dato la grazia e la possibilità di scriverle. Il suono delle campane a festa che la mamma udì fino agli ultimi momenti era la gioiosa festa del Cielo per il rientro del cuore della mamma nel Cuore di Gesù. L'8 giugno 1956 le campane suonarono veramente per la festa del S Cuore di Gesù e per la mia mamma che ritornava in Cielo. Pochi giorni dopo i funerali partii per San Giovanni Rotondo".

Carissimi amici di Biancavilla, sono felice di incontrarvi per la prima volta in un giorno tanto importante per me: il trentasettesimo anniversario del ritorno a Dio della mia amatissima mamma, che tanto amava la Sicilia e i Siciliani. Certamente la mamma è qui presente per portare a voi tutti quelle grazie e quelle benedizioni che lei portava nel cuore, per amore di tutti gli uomini e di tutte le mamme, specialmente quelle che hanno tanti figli, perché la mia mamma ha avuto ben dieci figli e quindi saprà essere d'aiuto a tutte le mamme che hanno tanti figlioli. Oggi, quindi, è un giorno di festa in Cielo e in terra, perché io stamattina ho riudito quel suono di campane che mia mamma udì il giorno prima di morire e fino al momento della sua morte. Il Cuore di Gesù è stato tanto generoso con questa mamma esemplare e ha voluto accoglierla proprio il giorno della festa del S. Cuore che si celebrava in quell'anno l'8 giugno. L'8 giugno, quindi, è per me una festa perpetua. Padre Pio amava tanto la mia mamma e la conosceva in modo particolare perché ella gli aveva offerto tanta parte della sua vita e, specialmente, l'ultimo dei suoi figli, il decimo che sono io. Fra la mamma ed il padre si era stabilita una comunione per cui i discorsi che mia mamma mi faceva intorno a Dio e a Padre Pio corrispondevano esattamente a quello che diceva lui.
Un giorno, come ho già raccontato, chiesi a Padre Pio il mistero difficile da comprendere del perché la mamma fosse tanto convinta della sua santità quando in quei tempi molti ne dubitavano. Egli mi rispose indicandomi una stampa che si trovava nel corridoio del convento dove era scritto: "La comunione dei santi". Nella comunione dei santi Padre Pio parlava alla mia mamma e la mia mamma parlava a lui, e la loro intesa era sempre perfetta fino al giorno della morte, quando la mia mamma prima di morire invocò Padre Pio, attraverso i suoi angeli, chiedendogli di inviare a casa il suo figlio Luigi per vederlo un'ultima volta.
Ecco che cosa è la comunione dei santi, è sentire il medesimo amore a Dio, il medesimo amore alla Madonna e allora ecco che noi siamo un pensiero solo, un'idea sola, una parola sola. Quello che manca oggi al mondo per essere felice è proprio questa intesa, questa comunione che io, privilegiato, figlio di mamma Ida e di papà Augusto e spiritualmente di Padre Pio, ho avuto la fortuna di conoscere e di toccare con mano. La comunione dei santi è la felicità in terra perché quando noi viviamo nella comunione d'amore con Dio e col prossimo abbiamo continuamente le ispirazioni giuste e possiamo intervenire anche nei casi più difficili per evitare che accadano conseguenze gravi. Se mia mamma non fosse stata unita nella comunione dei santi con Padre Pio io non sarei arrivato in tempo per salutarla un'ultima volta e quindi sarei rimasto amareggiato per tutta la vita. Vedete e cercate di meditare profondamente queste realtà che sono la più grande consolazione in questa vita di sofferenza e di preoccupazioni.
La sofferenza degli uomini è una realtà perché manca la capacità nelle masse di comunicare con lo Spirito Santo e quindi con l'Amore di Dio, e non comunicando con l'Amore di Dio Onnipotente diventa impossibile comunicare fra di noi. L'incomunicabilità è la disgrazia più grande di questo mondo perché gli uomini, sentendosi isolati, non riescono a trovare una vera ragione per vivere, la disperazione li assale e insieme alla disperazione anche lo spirito del maligno entra in loro.
L'opera di Satana è opposta a quella dello Spirito Santo. Satana cerca di dividere e di isolare, di rendere sole le persone e nella solitudine c’è la disperazione. Nella disperazione il maligno entra e consiglia di compiere il male, come se il male fosse un mezzo per esorcizzare la solitudine, ma poi ci accorgiamo che questo consiglio è la nostra rovina perché ci porta alla disperazione e all'isolamento più completo.
Per curare la tragica realtà del male nel mondo noi dobbiamo cercare il bene; e il bene che cosa è? Il bene è comunicarsi con Dio e attraverso Dio comunicare col cuore dei fratelli. Tutto questo non è una illusione, è una realtà che io e tanti miei fratelli, che abbiamo avuto il privilegio di avere un padre spirituale e dei genitori tanto vicini a Dio, abbiamo toccato con mano; è la più grande realtà della vita, è la possibilità di vivere qui in terra come se fossimo già in Cielo, perché Cielo e terra si toccano quando noi siamo una cosa sola nell'Amore a Dio, a Maria e al prossimo. Questi esempi che vi porto dovete meditarli perché anche a voi probabilmente è accaduto qualcosa di simile a ciò che è accaduto a me, e forse qualche volta nella distrazione le avete considerate pure coincidenze e non delle straordinarie realtà da meditare continuamente e da prendere come nostro conforto, come nostra certezza.
Il sogno della mia buona mamma che tanto amava Padre Pio, Dio e il prossimo era proprio quello che io, suo figlio ultimogenito, diventassi strumento d’amore per i miei fratelli maggiori e per tutti coloro che nella vita avrei incontrato. La mia mamma desiderava tanto che la vita degli uomini migliorasse e quindi amava pensare che il suo Luigi diventasse un collaboratore di Padre Pio, di Gesù e di Maria per potere alleviare le sofferenze degli uomini, per trasformare le tristezze del mondo in letizie. La mamma aveva continuamente un sorriso indimenticabile per tutti coloro che l'hanno conosciuta e il sorriso della mamma era fiducia estrema nella vita e nel trionfo del Bene. Le sofferenze di essere madre di dieci figli non l'hanno mai resa triste perché ella credeva nello Spirito Santo, credeva nel trionfo della Bontà e nel trionfo dell'Amore. Io infatti ho potuto essere fedele alla chiamata di Gesù attraverso Padre Pio proprio perché ho avuto a sostegno lo spirito eletto della mia mamma Ida che desiderava tutto questo: ella desiderava che io lavorassi per l'avvento del Regno di Dio e della Sua Giustizia.
Vedete dunque voi mamme che siete qui presenti come è importante desiderare il bene dei figli, desiderare che i figli diventino apostoli dell'Amore. Se voi lo desidererete con tutto il vostro cuore, il Signore vi esaudirà perché le mamme hanno grande autorità sui figli, in certe cose dello Spirito ancora più del padre. La madre è colei che può indirizzare il figlio verso la via del Signore più che verso la via del mondo. Quindi io prego insieme alla mia mamma che voi mamme qui presenti possiate avere dei figli sempre più buoni, sempre più indirizzati a trasformare in bene il male di questo mondo. Padre Pio sarà felice di questa mia venuta se voi comprenderete il messaggio della mia mamma che è un messaggio rivolto a tutte le mamme che hanno dei buoni figlioli da indirizzare verso la felicità, perché la felicità si identifica con l'avvento del Regno di Dio.
Oggi sulla terra il Regno di Dio sembra lontano perché le lotte di classe ci hanno stancati e oggi si vive di una politica che non si capisce dove ci porterà. Ma noi dobbiamo mettere da parte questi pensieri e affidarci completamente allo Spirito Santo, allo Spirito dell'Amore, allo spirito di Maria che potrà e vorrà risolvere questo nostro cataclisma e trasformare questa terra di tristezze in terra di letizie. Se noi vogliamo ancora una volta risollevare lo spirito dei nostri figli, decaduti nelle bassezze di questo mondo, dobbiamo riguardare, meditare gli esempi del passato, gli esempi delle buone mamme che ci hanno preceduto e lì non ci confonderemo perché in queste mamme è la Sapienza di Maria che parla e ci dice quale è la Verità da seguire, la vera eredità che Dio ci ha lasciato: l'eredità di mamme che sono un petalo della Rosa che è Maria.
Padre Pio, che incontrai a San Giovanni Rotondo dopo la morte della mia amata mamma Ida, volle ancora una volta insegnarmi la grandezza della Madonna che è tutt'uno con le vere mamme che vivono sulla terra e che mettono al mondo i figli della luce. Tornando dal padre subito dopo la morte di mia madre il 13 giugno, mi ero trovato in una situazione dolorosa, non di ribellione ma di estrema tristezza perché non si poteva dimenticare una donna come la mia mamma e quindi mi pareva che il vuoto fosse subentrato a tanta ricchezza di vita accanto alla mamma Ida. Allora mi avvicinai a Padre Pio che con le lacrime agli occhi mi disse: «Non piangere, vai a Pompei! Ora è Lei la tua mamma». Uscii contento dal confessionale e sul piazzale della Chiesa di San Giovanni Rotondo incontrai una collega farmacista che avevo aiutato molto quando aprì la farmacia a Capodimonte, in provincia di Viterbo, insieme ad un'amica. Questa collega e la sua amica mi dissero che si recavano a Pompei ed io, molto felice di averle incontrate, mi unii a loro proprio perché Padre Pio mi aveva consigliato di recarmi a Pompei dove non ero mai stato. Partimmo da San Giovanni Rotondo, arrivammo a Napoli di sera e alloggiammo in una pensione sul Rettifilo dove prendemmo due camere da letto. La mattina alle cinque, all'ora in cui Padre Pio celebrava la S. Messa, ebbi una grande sorpresa. Mi sentii chiamare da una voce dolcissima, mentre una grande luce illuminò la mia stanza. Vidi seduta una bellissima Signora nel letto accanto al mio. Questa Signora vestita di luce mi irradiò e mi disse: «Vieni, vieni a Pompei. Sono io adesso la tua Mamma e ti starò sempre vicino». Potete immaginare il mio entusiasmo, la mia gioia. Mi alzai subito e mi sentivo ripieno di una luce e di una energia nuova che mi aveva fatto perdere tutto il senso di vuoto procuratomi dalla perdita della mia mamma. La Madonna era venuta per confortarmi e per donarmi di nuovo l'entusiasmo nell'Amore. Infatti da quel momento la mia vita non ha conosciuto più la tristezza del vuoto che può produrre la perdita di una persona cara, ma ho sentito un nuovo entusiasmo che mi ha portato ad operare il più possibile e il meglio possibile, secondo la volontà espressa da Padre Pio e dalla mia defunta mamma.
Mi recai allora insieme alle due donne a Pompei e lì venni a conoscenza che la Madonna di Pompei è protettrice particolare delle persone che hanno perduto i genitori, è la protettrice degli orfani. La Madonna di Pompei mi ha promesso di essermi sempre vicina e quindi io vivo a tutt'oggi con questa certezza, con la sicurezza che attraverso la bontà anche di Padre Pio ho potuto ricevere il dono di sentire la Madonna sempre accanto a me, come vera Madre. Passarono gli anni e arrivò la morte di Padre Pio. Dodici anni dopo la morte di mia mamma anche il padre stava per lasciarmi, ma non mi lasciava solo, perché egli mi aveva assicurato che la Madonna e Gesù erano sempre accanto a me e mi avrebbero dato la forza e il coraggio di continuare a portare l'Amore di Dio e di Maria nel mondo. Quando avevo delle perplessità sulle mie capacità di continuare la vita di apostolato anche dopo la sua morte, Padre Pio mi diceva: «E lo Spirito Santo che ci sta a fare? La Madonna che è sempre accanto a te non ti basta?». Io allora mi rincuoravo e sentivo che una forza incredibile entrava dentro di me: nulla mi faceva paura. Padre Pio è riuscito a donarmi così tante certezze che quando lui stesso ha lasciato questa terra non ho sentito il vuoto che avevo sentito quando morì mia mamma, perché ormai la comunione fra Cielo e terra era divenuta una evidenza e quindi non sentivo più questo distacco.
Anche oggi a Bologna e a Cesenatico, dove vivo abitualmente, la presenza di Padre Pio, della Madonna e di Gesù mi conforta e mi dà la sicurezza che fra questa vita e l'altra vita non c'è quel distacco che può apparire reale. La realtà del distacco non la sento più e credo che anche voi piano piano vi abituerete a considerare la vita un tutt'uno, perché se così non si facesse sarebbe la disperazione. Il Signore vuole che noi ci abituiamo a credere che tutto è presenza di Dio, che tutto è presenza dell'Amore. Importante però, per avere la sicurezza della presenza costante dell'Amore di Dio in noi, è credere nell'Amore e rigettare tutto ciò che Amore non è. Non è poi tanto difficile rigettare l'odio, rigettare l'invidia, rigettare la malizia, perché tutto ciò ci porta solo del male; se invece noi abbiamo la capacità di dire no all'odio, di dire no all'indifferenza, di dire no alla lotta di classe, ecco che noi sentiamo che il Paradiso si può pregustare anche in questa vita.
I nostri cari defunti, specialmente quelli che hanno raggiunto il Sacro Cuore di Gesù, ce lo garantiscono, quindi voi dovete cercare di meditare e di raggiungere questo stato di cose perché esso è l'unico modo per essere sempre felici anche su questa terra, è l'unico modo per togliere potere a Satana: Satana è una realtà che ci tormenta fin quando noi non siamo sicuri che Dio è il nostro Re, che Dio è il nostro Signore. Quando avremo acquisito questa sicurezza nessun altro servitore traditore ci potrà mai confondere e potrà mai venire a tormentare le nostre famiglie. Specialmente nell'Italia del Sud ho ascoltato tanti racconti dolorosi di tante persone che sono ossessionate dagli spiriti del male, dal maligno, da Satana. Io credo che queste siano delle realtà, ma credo anche che la vittoria sugli esseri inferiori è sicura quando noi avremo la certezza di credere che Dio è il nostro Re e che noi non abbiamo altro padrone che Cristo Re e la Madonna Regina. La Sicilia tanto amata da Padre Pio, dalla Madonna, dalla mia mamma e dal S. Cuore di Gesù è una terra particolarmente calorosa, tanto ricca d'amore che potrebbe incendiare il mondo intero. Purtroppo le persone ricche d'amore come i siciliani spesso non sono coscienti del grande dono, del grande potere che possiedono, e allora vanno alla ricerca di ciò che amore non è, utilizzando la loro ricchezza in cose che non portano la felicità. Voi siciliani dovete rendervi coscienti della potenza che avete e usarla appunto per conquistare il cuore degli uomini che sono senza Amore. Se così farete sarete veramente felici perché la felicità è donare Amore a Dio e attraverso Dio al prossimo assetato di pace, assetato d'Amore.
In questi ultimi anni ho viaggiato molto tenendo varie conferenze in Italia e in Europa e mi sono accorto che la malattia del mondo è proprio la mancanza d'Amore. La mancanza di Amore porta tutte le conseguenze più tragiche, cioè le lotte, le guerre, l'insoddisfazione e le ricerche più folli laddove non si può trovare la pace. Ma a voi siciliani domando di meditare e di rendervi coscienti della potenza che avete, la potenza d'Amore del cuore che viene da lontano. Voi avete le radici nelle più grandi civiltà della terra e quindi, se vi risvegliate per amore di Cristo, potete fare di questa terra e delle terre circostanti un nuovo Paradiso, perché il Paradiso è fatto di cuori ricchi di amore.
Quello che vi dico è la pura verità ed è anche la ragione per cui, nonostante i miei acciacchi e la mia età, ho affrontato questo viaggio, questo tour in Sicilia, appunto perché volevo manifestare ancora una volta tutto l'entusiasmo mio, di Padre Pio, della mia mamma, della Madonna e di Gesù per i cari Siciliani, perché ho sempre saputo e creduto che Gesù abbia un programma sulla Sicilia: conquistare il mondo attraverso il cuore generoso e ricco d'amore dei buoni siciliani.
Sono venuto quindi soprattutto per dirvi: abbiate fiducia nella bontà del vostro cuore, perseverate nell'amare, rigettate tutto ciò che non è Amore, fate scelte sempre d'amore e allora voi sarete di esempio al mondo intero, perché come Dio vi ha scelti negli antichi tempi come culla della civiltà oggi vi sceglierà come culla del Regno di Dio e della Sua Giustizia. Avrete a fianco sempre la Madonna che è vostra Regina, Gesù che è vostro Re, Padre Pio che è vostra guida e la mia buona mamma Ida che vi ha sempre voluto tanto bene e che vi indicava come un popolo particolarmente eletto. La mia mamma Ida non aveva viaggiato molto però aveva la sapienza che è l'intelligenza del cuore e sapeva riconoscere i valori delle persone. Dei siciliani che aveva conosciuto ella diceva: «Sono veri uomini di Dio perché hanno la capacità di costruire delle famiglie modello».
Noi tutti dobbiamo allora avere fiducia e fare della Sicilia la culla dell'Amore di Dio nel mondo. Questo programma d'Amore di Dio è una realtà. Io non posso dirvi i particolari di cose che Padre Pio mi ha rivelato perché è ancora presto, ma vi assicuro che nel programma di salvezza dell'umanità voi Siciliani occupate un posto molto importante. Lavoriamo allora uniti e, fino a quando io avrò la possibilità di muovermi e di parlare, non mancherò di ricordarmi di venire in Sicilia, perché tutto ciò che posso ancora fare è aiutarvi a comprendere le vostre possibilità. Gli uomini fino a quando non conoscono le loro possibilità non possono usarle. Io stesso che sono stato tanti anni vicino a Padre Pio non conoscevo ciò che avrei potuto fare se il padre pazientemente non me lo avesse rivelato. Quando abbiamo la rivelazione di ciò che siamo in grado di fare, certamente lo faremo. Io non ho mai creduto di avere delle grandi possibilità, ma Padre Pio, piano piano, in quattordici anni di vita accanto a lui, mi ha detto tutto, mi ha fatto capire ciò che potevo, ciò che dovevo fare per il bene del prossimo e per il Regno di Dio. Quello che posso fare è portare a tutti voi il Quaderno dell'Amore che contiene le parole indispensabili per potere avere ancora nel cuore la certezza che Dio ci ama, la certezza che noi siamo figli di Dio. Quando nel cuore abbiamo questa certezza nulla ci fa paura, nessuna malattia ci spaventa, nessun nemico ci può fare paura perché la potenza dell'Amore di Dio è tale che tutto il male può trasformarsi in bene.
Quello che manca all'umanità, quello che manca spesso a voi siciliani è lo stato conscio della potenza che avete e non sapete di avere, e non sapendo di averla non potete usarla. Ma come Padre Pio agì con me, così io agisco con voi che siete figli prediletti. Il padre mi ha aiutato per tutta la vita a credere nelle mie capacità e nelle mie possibilità fino al punto di dire che io ero, sono il Bambino prediletto di Gesù, di Maria e suo. Voi potete immaginare con la mia modestia, ricevuta in dono dalla mia mamma, se avrei potuto pensare una cosa simile. Oggi però sono arrivato al punto crederlo, di crederlo soprattutto perché il dono che Dio mi ha fatto di essere il suo figliolo prediletto non è un dono per me, è un dono che mi dà la forza di dirvi: "Voi siete come me figli prediletti di Gesù, di Maria e di Padre Pio". "Padre Pio e la Madonna" che è l'argomento che dobbiamo trattare oggi, vedete che prende consistenza. Il padre ha voluto tutta la vita farmi capire che la Madonna è la custode dei figli di Dio e se noi non avessimo come vera suprema Madre la Donna che è sede della Sapienza di Dio, noi saremmo perduti perché il demonio ha un programma di rovina per l'umanità e per i Figli di Dio. Ma Dio ha detto nella Genesi: « Il seme di Lei, della Donna, ti schiaccerà la testa ». Ecco la Donna, Maria, l'Immacolata Concezione che ha il Seme della Sapienza che entra in noi e che schiaccia la testa al Serpente. Il Seme diventa il Bambino, che è il Seme di Lei capace di schiacciare la testa a tutti i diavoli che volessero entrare nel cuore degli uomini.
Che cosa è il Bambino? È il seme di Lei di cui parla la Genesi; è la Parola, la Parola di Giovanni e di Gesù. Questa Parola noi la leggiamo nel Vangelo di Giovanni: "In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio, tutto è stato fatto per mezzo di Lui, e senza di Lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini ... E il Verbo si fece Carne e venne ad abitare in mezzo a noi ...". Comprendiamo che è il Seme di Lei la Parola che Dio ha donato per mezzo dell'Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria. La Parola si è fatta Vangelo, si è fatta oggi "Quaderno dell'Amore" perché queste parole d'amore di Giovanni e di Gesù scritte nel "Quaderno dell'Amore" sono quel Seme capace di schiacciare la testa ai serpenti. Una volta che noi abbiamo schiacciato, per mezzo della Parola, la testa ai serpenti del mondo, ecco che il Regno di Dio entra in noi e noi non abbiamo più paura, perché la paura viene da Satana che la usa per tenerci in sua schiavitù. Prendiamo allora le parole dell'Amore, mettiamole nel nostro cuore e così saremo forti, forti della grandezza di Dio che ci ama e ci vuole tutti come bambini suoi.
Ecco come la Sicilia diventerà modello per il mondo. Lo diventerà perché ha il seme dell'antica sapienza greca, delle antiche civiltà del mondo; ha la sapienza che diventa attraverso Maria, attraverso Gesù, attraverso le parole di Giovanni, Sapienza divina e con la Sapienza divina non c'è demonio che non si pieghi. I figli della Sapienza, dice la Genesi, diceva Padre Pio, domineranno la bestia ed il demonio non riuscirà più a schiavizzarci, ma noi stessi potremo metterlo a servizio così come hanno fatto tanti grandi santi, così come ha fatto ad esempio San Gerardo Maiella che è un santo del Regno di Napoli. Egli riuscì a comandare anche Satana quando gli ordinò con la potenza dell'Amore, con la potenza di Bambino di Dio, di guidarlo attraverso la foresta per raggiungere il luogo dove era diretto. Ecco quale è la potenza che ci dà la Parola d'Amore di Dio. La Parola d'Amore di Dio, del Bambino, ci fa bambini e quando è entrata nei nostri cuori ci dà il potere di comandare a tutti gli elementi, cioè al regno animale, vegetale e minerale per ritornare ad essere di nuovo padroni anche dei deserti e così farli rifiorire per riportare la ricchezza sulla terra. Padre Pio mi diceva che la miseria, le complicazioni, le rivoluzioni vengono perché manca la Parola, manca il comando di un uomo diventato re, diventato Bambino per mezzo del Seme della Donna che è il Vangelo, e che oggi è il Quaderno dell'Amore. Esso è il Seme di Lei, venuto nel mio cuore con l'aiuto di Padre Pio per essere portato a voi, per dare a voi la fiducia, la certezza assoluta che Dio vi ama e vuole attraverso questo Seme farvi figli dell'Amore e signori anche di Satana che finora ha cercato di fare il padrone mentre deve tornare ad essere il servitore che è. Quindi niente paura perché la Madonna ha avuto da Dio il grande compito di aiutarci a tenere a bada le ire di Satana. Ecco perché la Madonna è stata fatta Madre della Chiesa, madre degli uomini: perché è al di sopra di tutti. Ella domina col suo Seme tutti i serpenti della terra.
Gesù ha detto: "Io sarò con voi fino alla fine dei secoli". Egli sarà con noi mediante la Sua Parola, mediante il Seme di Lei che è la vittoria della Luce sulle Tenebre. Questa Luce deve entrare in voi con tanta certezza che, quando sarà entrata, non avrete più paura di manifestare la potenza del vostro amore che è la ricchezza più grande, la ricchezza che Satana vi vorrebbe rubare perché egli non può vivere sulla terra senza rubare l'amore ai figli di Dio. Se voi non vi farete derubare dell'amore che possedete mediante la Parola, ecco che Satana si allontanerà e voi sarete di nuovo nel Paradiso in terra. Sarete i Figli del Regno di Dio che verrà, perché nell'anno 2000 comincia l'Era della Civiltà dell'Amore, come giustamente la chiamava il grande e sapiente Papa Paolo VI che era diventato molto amico mio. Infatti, dopo che io avevo ultimato di scrivere il Quaderno dell'Amore, mi invitò a Roma perché potessi incontrarlo e dargli la gioia di comunicargli tutto ciò che il Signore in segreto mi aveva detto. Paolo VI era sicuro che il Quaderno dell'Amore fosse la via per riportare il Regno di Dio sulla terra, come Padre Pio aveva detto a me, a Don Mario Sala, a Marcel Sorel in Francia e a tanti altri. Questo libro dovete portarlo di casa in casa, perché attraverso questo libretto tutto ciò che è stato distrutto dal demonio sarà ricreato nell'Amore; la Chiesa rifiorirà e risorgerà nel Regno di Dio che comincerà dopo la caduta di tutti questi demoni che hanno distrutto la pace sulla terra. Niente paura: di tutte le rivoluzioni che noi vedremo intorno a noi, la rivoluzione vera è una, quella dell'Amore.
Voi siciliani, più di ogni altro popolo della terra dovete innalzare la bandiera dell'Amore e cambiare il mondo intero. In tutti questi anni, sin dalla morte di Padre Pio, io ho lavorato nel silenzio a Bologna cercando di mantenere in vita il Quaderno e questo Spirito, perché la maggioranza degli uomini non potevano comprendere la grandezza del lavoro sotterraneo, nascosto di Padre Pio, di Maria Santissima e di Gesù per salvare il mondo nei momenti delle tenebre. Le tenebre più grandi si sono smascherate in questi ultimi anni e ora non c'è più tempo da perdere perché perdere tempo ora significherebbe cadere nella miseria più bassa.
Noi adesso abbiamo la possibilità di combattere e di vincere una battaglia che sembrava perduta, quella della pace in terra. La pace in terra è fatta mediante la Parola d'Amore e noi non dobbiamo più perdere neanche un minuto, abbiamo già perso troppo tempo. Il Signore ci ha fatto vedere come tutti gli idoli innalzati sono caduti, sono caduti per Grazia di Dio. Noi non dobbiamo innalzare altri idoli ma dobbiamo innalzare il vessillo dell'Amore di Dio, dobbiamo aiutare ogni singolo siciliano, ogni singolo uomo a capire che vale la pena combattere solo per diventare figli di Dio, per diventare re e per non essere schiavi delle lusinghe dei politici, delle lusinghe degli uomini che vogliono un potere personale. Dio non vuole essere un dominatore come tanti uomini, Dio vuole fare di ogni uomo un piccolo re, un re felice di comunicare col Cielo e con la Terra. Noi sappiamo che Adamo ed Eva lottarono perché avevano disobbedito all'Amore, avevano preferito le lusinghe del serpente che gli aveva detto: «Se voi mangerete questo frutto, questa mela, diventerete potenti come Dio». L'amore per il potere li ha fatti cadere sotto l'impero del male. Da re che erano, diventarono servitori del serpente, con tutte le malattie, con tutti i mali che ne conseguono. Ma Cristo Signore, Maria e il Seme di Lei promesso da Dio, ha riportato la Parola capace di ridonare la regalità ai figli caduti di Adamo e di Eva. Se noi vogliamo mantenere questa regalità, riacquistare la regalità che potenzialmente già abbiamo in Cristo, dobbiamo proclamare Cristo Re, Cristo Signore, dobbiamo mettere al primo posto il nostro Dio unico che è Gesù Cristo e Maria Regina. Allora noi saremo veri re e nessun uomo politico potrà lusingarci e poi ingannarci, perché noi stessi avremo un discernimento tale che nessuno ci potrà ingannare, nessun demonio travestito da uomo, anche fingendosi santo, potrà farci ricadere più in basso. Noi avremo l'illuminazione dello Spirito Santo che ci vuole veramente felici. Non dobbiamo credere alle lusinghe degli uomini, dobbiamo credere alle Sacre Scritture e voi dovete un pochino istruirvi perché nelle Sacre Scritture ci sono le promesse di Dio e le promesse di Dio saranno mantenute tutte.
Santa Teresa d'Avila, che è stata proclamata Dottore della Chiesa, ha detto: «Tutti i mali del mondo dipendono dal non conoscere la verità delle Sacre Scritture, non vi è in esse un solo apice che un giorno non debba avverarsi». Ecco vedete che tutto si avvera, si avvera anche ciò che è stato scritto nell'Apocalisse, come mi ha detto Padre Pio, perché noi spesso leggiamo le Sacre Scritture come se fossero parole del passato e non presenti. Nell'Apocalisse di Giovanni è scritto che Giovanni vide un libretto in mano all'angelo e voleva scriverlo, ma l'angelo gli disse: «No, non lo scrivere adesso, divoralo e mangialo perché dovrai profetare ancora davanti a popoli, nazioni e re». Che cosa sono queste future profezie di Giovanni davanti a popoli, nazioni e re? Non sono altro che l'annuncio che oggi vi faccio io delle parole donateci dal Cielo per salvare la terra, per rifare di ogni uomo un vero uomo libero, un vero Re, un vero sacerdote, un vero profeta. Ecco qual è il dono finale che Dio ha riservato a tutti gli uomini viventi in questa terra, stanchi di combattere contro le ingiustizie e gli inganni di altri uomini strumenti di Satana.
Il lavoro segreto di Padre Pio non poteva essere palese a tutti gli uomini subito dopo la sua morte. Dopo la morte dei grandi c'è la guerra di successione. È stato sempre così, perché la vanità umana è così grande che spesso anche intorno ai santi si formano delle gelosie e delle invidie. Voi mi direte: come mai questo annuncio non è stato dato a tutto il mondo nel momento giusto della morte di Padre Pio? Io non voglio accusare, ma purtroppo devo dirvi che anche il Papa Paolo VI, che avrebbe voluto farlo, era prigioniero di tante forze che sono misteriose e di cui è meglio non parlare. Il Signore però non rinuncia ai suoi programmi e pare che oggi il tempo sia venuto di palesare al mondo intero questa realtà. Il Regno di Dio è vicino e se noi lo sappiamo cogliere ecco che eviteremo tante stragi di innocenti. Le stragi degli innocenti non ci saranno più il giorno in cui noi proclameremo la Parola di Cristo nostro Re. Il Re è Dio e la Sua Parola viene a noi per darci quella regalità che rende impossibili nuovi inganni, nuove cadute sotto dittature e sotto elementi infernali venuti sulla terra per distruggere. Noi vogliamo invece ricostruire tutto quello che è stato distrutto, ricostruire i valori, ridare ai nostri giovani ragazzi e ragazze tanta fiducia, tanta speranza da fare di questa terra un regno di angeli.
Io non sono un illuso, sono un essere che ha i piedi nella realtà. Il mio babbo ha avuto dieci figli, quindi sono cresciuto in una famiglia molto numerosa e ho lottato fino all'ultimo per impedire che uno dei fratelli prevalesse sull'altro. Ma dopo aver sistemato la mia famiglia Padre Pio mi ha affidato un'altra famiglia più grande, una famiglia che è l'umanità. L'umanità è come le piccole famiglie: ci sono le invidie, ci sono le lotte per il potere e quindi tutti i beni, le ricchezze che un genitore costruisce, quando non c'è l'amore, quando non c'è l'accordo tra i fratelli, si distruggono. Noi dobbiamo credere che il Signore ci ha dato il potere anche di evitare l’odio fraterno, di potere trovare un accordo sicuro: l'accordo sicuro tra di noi si trova unicamente accogliendo, mangiando le parole del libro che Giovanni mangiò. Queste parole hanno il potere di allontanare il re della discordia che è il maligno; queste parole possono trasformare un uomo invidioso in un uomo generoso capace di amare i fratelli. Queste sono verità sacrosante che io ho toccato con mano perché in questi anni di ritiro nella mia città ho avvicinato tante persone e ho visto l'effetto straordinario che le parole del Quaderno dell'Amore fanno, nei cuori dei giovani specialmente. I giovani sono generosi e sono capaci di generosità quando sanno e credono di essere amati da Dio. La tragedia avviene quando l'uomo non ha più la fiducia nell'Amore di Dio, non sa più di avere Qualcuno che lo ama: allora spuntano le invidie, le gelosie e le cattiverie. Ma l'Amore opera il miracolo di trasformare i lupi in agnelli.
Miei cari Siciliani, io ancora dovrò trattenermi in Sicilia due giorni, poi me ne andrò a Reggio Calabria, a Napoli e poi a Vienna e ho tanto bisogno del vostro amore, della vostra solidarietà per potere continuare in questa opera di persuasione degli uomini a vivere nell'Amore. Io non ho eccessiva salute però quando sento uomini buoni come voi, quando sento l'amore intorno a me mi sembra di ritornare nella pienezza della gioventù, perché l'Amore dona giovinezza anche agli uomini anziani come me. Io vi ringrazio e vi prometto di portare sempre la Sicilia nel cuore.
Un giorno - rientravo dalla prima conferenza della mia vita tenutasi a Caltanissetta - tornando a Bologna leggevo un libro di una nobile romana nel quale riferiva di uno scrittore inglese famoso che aveva viaggiato in tutto il mondo e conosceva tutte le terre del mondo. Questo grande scrittore aveva lasciato scritto nel suo testamento: "Quando io morirò, aprite il mio cuore. Vi troverete scritto: Sicilia". Io ho fatto mie queste parole.
Uniti preghiamo, insieme a Padre Pio, alla mamma Ida, ai S. Cuori di Gesù e di Maria che tanto voi amate, affinché il Verbo dell'Amore entri nel cuore di ogni siciliano e lo trasformi in un re felice, capace di donare la regalità a tutti gli uomini della terra.

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