CAPITOLO II

 

AMARE LA VERITÀ È AMARE LA LIBERTÀ
NON SI PUO' CERCARE LA VERITA' DI QUA' O DI LÀ,
PERCHÉ CRISTO DIO HA DETTO:
“IO SONO LA VERITÀ “.

 

L'uomo che giudica l'uomo non è libero perché è, e rimane legato al suo giudizio in colui che ha giudicato.
Gesù ha detto: «Io sono la Verità. La Verità vi renderà liberi».
La Verità solamente, può riconoscere e smascherare la menzogna.
La Verità di Cristo unisce gli uomini nella pienezza della libertà.
La menzogna divide gli uomini e li rende schiavi dell'uomo più astuto e più forte.
Gli uomini che non vogliono riconoscere e amare soprattutto o sopra a tutti la Libertà, che è dono della Verità di Cristo, inevitabilmente cadranno e trascineranno molti in schiavitù di stalinismi..
Anche la storia recente e passata ha bene dimostrato che è impossibile stabilire regimi di libertà quando non c'è unità di volontà nel riconoscere e amare l'Unica Verità.
Il mondo delle idee e le idee del mondo sono instabili e la loro forza è di schiavizzare la mente dell'uomo.
La Libertà non è un'idea, ma è il frutto dell'albero della vita che ha le sue radici nell'Eterna Verità.
Le idee del mondo sono tempo: la Verità di Cristo è l'eterno nel tempo. Le idee del mondo sono «la schiava» che dovrebbe servire e non dominare l'uomo.
L'essenza dell'uomo è libertà che può essere vivificata solamente dalla Verità.
Le passioni umane suscitano nella mente idee che hanno in sè la forza della passione dominante l'uomo. La forza di tali idee passionali dovrebbe servire la mente e il cuore per la ricerca e la conquista della Verità di Cristo che è al di là della passione dominante.
La Verità sostanziale si è fatta Corpo di Cristo, offerto in pasto ai corpi degli uomini al fine di renderli capaci e tanto forti da potere dominare e asservire le idee forza, generate dalle loro passioni dominanti.
Il linguaggio dell'uomo, schiavo delle idee generate dalle passioni, è il linguaggio della «schiava» che ha in sè la forza di schiavizzare coloro che la accolgono.
Il linguaggio generato dall'amore alla Verità di Cristo è dono di Libertà che ha in sè la forza invincibile dello Spirito Santo, capace di vanificare e togliere forza a tutti i linguaggi generati dalla schiava passione degli uomini.
Gli uomini sono schiavi di tanti linguaggi perché non amano riconoscere e conoscere il vero, unico linguaggio della Libertà.
Il linguaggio del Creato non è il linguaggio del Creatore. La creatura ha un suo linguaggio che è contaminato dallo spirito di menzogna, entrato nell'uomo e nel creato con il primo peccato.
L'uomo, dicono le S. Scritture, «è menzognero per natura»; perciò il suo linguaggio ha in sè e diffonde intorno a sè lo spirito di menzogna.
La Parola di Dio si è fatta «l’Uomo-Cristo» al fine di liberare l'uomo dalla forza mortale del suo linguaggio menzognero.
Lo Spirito di Verità è la Forza vitale operante, vivificante, risanatrice, sempre vivente nel linguaggio vero dell'Uomo-Dio Gesù Cristo.
In nome della forza vitalizzante del linguaggio della Verità di Cristo risorgerà l'umanità, morta e moritura a causa dello spirito di menzogna che anima il suo linguaggio.
Slegare l'uomo dai cattivi giudizi degli uomini e diavoli è il comando dato da Cristo Gesù a tutti i cristiani.
Il linguaggio della Verità e dell'Amore solamente avrà la forza di slegare gli uomini dalle catene mortali del giudizio.
Dio ha dato agli uomini la possibilità di unirsi in un unico mondo di Verità e di Amore.
Gli uomini, scegliendo il giudizio, si sono separati in tanti mondi divisi e in lotta fra di loro. E così i giudizi dati da generazioni di mondi precedenti, ricadono spesso su altri mondi di uomini innocenti della generazione successiva.
Il cattivo giudizio dell'uomo provocò e provoca sempre la strage degli innocenti. Il mondo della «dea Ragione» borghese volle giudicare e condannare il mondo della aristocrazia. Di conseguenza oggi il mondo della borghesia è giudicato e condannato dal popolo.
In fine la «dea Ragione» ha dato e darà ragione alla bestia che condanna e giudica il popolo tutto, provocando valanghe di stragi di innocenti. Non è la «dea Ragione» che salva l'uomo ed i popoli, ma è il Dio-Amore! Se i popoli non vorranno riconoscere e non impareranno ad amare Cristo Re finiranno come l'aristocrazia francese giudicata dalla «Ragione» e condannata per non essersi unita in amore al suo Re Luigi XVI e al popolo.
La ragione degli uomini è spietata nel suo giudizio!
Lo spietato giudizio della umana ragione non si può cancellare per mezzo della ragione.
Solo il linguaggio dell'amore alla Verità di Cristo Re è capace di cancellare i giudizi e le condanne della «dea Ragione» che uccidono l'uomo.
Il linguaggio della «dea Ragione» è la prigione dell'uomo.
Cristo Re fondò la sua Chiesa come Arca di Salvezza, affinché gli uomini potessero uscire dalla prigione della loro ragione ed entrare nell'Arca del suo Amore.
L'Arca della nuova alleanza, la Chiesa, può accogliere i soli naufraghi che vogliono uscire dal mare inquinato dalla umana ragione.
Fuori dall'Arca della nuova alleanza restano e resteranno tutti gli uomini che tentano di imporre alla Chiesa il dominio di loro ragioni.
Le ragioni delle menti degli uomini sono tante.
Una è la ragione della Mente e del Cuore di Dio.
Ogni uomo tenta di imporre ad altri uomini la sua giusta ragione. Dio non impone niente. Egli offre la Potenza del suo Amore che concilia e vanifica tutte le ragioni umane.
Cristo Re istituì la sua Chiesa non per discutere le varie ragioni degli uomini, bensì per accogliere principalmente i diseredati dalle umane ragioni; per accogliere tutti coloro che si sono sinceramente pentiti di avere usato il potere di loro ragioni per dominare il prossimo.
Cristo Re nella sua Chiesa non accetta di discutere con le molte ragioni degli uomini. Egli vuole il pentimento e il trionfo dell'amore fra gli uomini.
La fredda umana ragione cerca sempre la discussione e non il pentimento che conduce al ravvedimento a all'amore degli uni verso gli altri.
Gesù ha detto che dobbiamo innanzitutto pentirci dei nostri peccati (di presunzione della ragione) per poter entrare nel Regno di Dio da lui portato. La presuntuosa umana ragione, per tentare di evitare il pentimento, dice alla Chiesa: «discutiamo, così vedremo insieme chi ha più ragione». La ragione dice che il pentimento cristiano è un condizionamento che impedisce alla ragione dell'uomo di realizzarsi.
La Chiesa di Cristo Re risponderà che le ragioni degli uni possono condizionare il realizzarsi delle ragioni degli altri; e perciò, solo il pentimento può evitare il reciproco condizionamento delle varie e molte umane ragioni.
Il pentimento solamente, toglie alla ragione dell'uomo l'orgoglio che è origine di ogni umano condizionamento.
E allora che serve discutere? Servirebbe solo se la discussione portasse le ragioni a riconoscere che non è utile discutere se prima non si elimina l'orgoglio che è il male della ragione umana.
L'uomo non è condizionato dai vari insegnamenti della Chiesa di Cristo Re, bensì dall'originale peccato di orgoglio di sua ragione che lo tiene legato, imprigionato, tanto da impedirgli il pentimento, indispensabile per conquistare l'umiltà che lo farà vero signore delle sue passioni, ragioni e del Creato.
L'umiltà conquistata darà all'uomo la possibilità di comunicare con Dio e con gli uomini figli di dio.
La Chiesa non può accettare di discutere con l'orgoglio della mente dell'uomo, deve solamente aiutarlo a capire che è necessario innanzitutto il pentimento, per poter ricevere la Pace di Cristo che libera l'uomo da ogni tormento e condizionamento.
L'orgoglio è spirito del serpente entrato per Eva nella ragione dell'uomo.
L'uomo, fatto da Dio re del creato, è diventato per il suo peccato di orgoglio schiavo del regno che era suo.
La ragione dell'uomo, liberata dall'orgoglio, potrà riconquistare il suo regno perduto.
L'orgoglio della ragione tenta di dominare il perduto regno del creato con le sue scoperte scientifiche, ma la scienza orgogliosa ha finito per dominare l'uomo.
L'orgoglio delle molte ragioni degli uomini rivendica sempre nuovi diritti, senza volere riconoscere il diritto dell'Uomo-Dio e del prossimo.
I vari diritti dell'orgoglio di ragioni umane non portarono mai la pace, ma la guerra.
Il vero diritto dell'uomo è difeso solamente dagli uomini che difendono e diffondono senza errori la pura Verità e l'Amore del Vangelo di Cristo Re.
Difendere il diritto di Cristo Re è il solo efficace modo per difendere i diritti dell'uomo di non essere strumentalizzati dal più forte orgoglio di ragioni di altri uomini.
L'orgoglio della umana ragione non ha il diritto di regnare sull'umiltà dei cuori e delle menti di uomini più o meno consciamente fedeli all'unico Re che è venuto per servire e non per dominare l'uomo.
L'uomo-Dio ha dato a tutti gli uomini un unico vero diritto: amare, servire gli uomini nell'umiltà che li potrà fare ancora re del creato in un Regno di Pace.
L'orgoglio degli uomini pretende di essere servito. L'umiltà dell'Uomo-Dio Cristo Re e dei suoi Santi vuole servire gli uomini.
L'orgoglio prepara la guerra; l'umiltà porta in dono la pace.
L'orgogliosa «dea Ragione, innalzata a Parigi, poi umiliata nel Congresso di Vienna dopo circa cento anni, si è spostata a oriente d'Europa per innalzare il suo nuovo trono materialista e negatore dei diritti di Dio e dell'uomo.
Come potrà l'uomo di oggi liberarsi dal fascino seducente di quella «dea Ragione» che materialmente si è fatta un trono tanto potente?
La Dea orgogliosa e schiavizzante bene sa che dovrà fare i conti prima o poi col vero Uomo e Vero Dio.
La «dea Ragione» non ha ragione di dubitare che il suo trono vacillerà e cadrà appena l'umanità capirà che il vero trono da innalzare per la sua felicità è l'umiltà.
L'umiltà regnante nelle menti e nei cuori dell'umanità farà nascere l'uomo nuovo, il «Bambino», che è vera Pace di Dio con gli uomini, capace di abbattere per sempre il malefico trono della orgogliosa «dea Ragione». « Lasciate che i fanciulli vengano a me e non glielo impedite perché il Regno di Dio è per quelli che rassomigliano a loro. In verità vi dico: chiunque non riceverà il regno di Dio come un fanciullo, non vi entrerà». (Lc. 18:16-17)
Vano è per gli uomini cercare di scoprire nelle varie culture nuove verità che possono mettere in pace e d'accordo le ragioni degli uomini.
È invece necessario e urgente per tutti gli uomini cercare uniti di approfondire e capire sempre meglio la Verità del Vangelo di Gesù Cristo, che è l’unico Maestro capace di mettere vera e stabile Pace nelle menti e nei cuori degli uomini che l'accolgono.
Le culture umane possono essere di qualche utilità, ma sono sempre figlie della schiava, orgogliosa «dea Ragione» e possono schiavizzare l'uomo che le accoglie come la verità.
Non si può cercare la Verità di qua o di là perché Cristo ha detto: «Io sono la Verità». E allora? Allora cerchiamo di amare Gesù Cristo con ferma umiltà e volontà di unità, e solo allora potremo conoscere la Verità che invano l'orgoglio umano ha cercato e cerca ancora altrove, dove non la può trovare.
È necessario amare la Verità più che cercare la Verità.
La Verità che è Cristo fu donata molto più a chi l'ha amata che non a chi l'ha cercata anche fuori di Lui.
La Verità di Cristo è come la luce del Sole che sorge e risorge per donarsi senza nulla chiedere a tutti coloro che vogliono uscire dalle tenebre di molte culture del mondo intellettuale.
La Legge data a Mosè è valida per abbassare l'orgoglio della ragione del singolo uomo. L'orgogliosa ragione, per non abbassarsi, si serve della Legge per asservire gli umili uomini osservanti della Legge.
L'infallibile Parola di Dio scelse l'uomo Pietro per donargli le chiavi infallibili  del discernimento delle Verità di fede che possono tenere aperte le porte del Regno di Amore del Cielo.
Il Cielo mantiene chiuse le porte del suo Amore e della sua Verità a tutte le orgogliose menti di uomini che discutono per negare l'infallibile scelta, fatta dallo Spirito e dalla Parola di Dio, nell'uomo Pietro.
L'infallibile Verità della Parola di Dio doveva scegliere il suo capo visibile al fine di rendere infallibile nei tempi il Volere espresso dalla sua Parola.
Capo invisibile e capo visibile della Chiesa sono l'unità infallibile di Volontà di Amore e di Verità dell'eterno Dio, manifestata o rivelata ai tempi nell'uomo Pietro e nei suoi successori.
L'infallibilità del Papa ha le sue radici nella Parola infallibile data a Pietro affinché potesse pascere le pecore e gli agnelli della Chiesa di Cristo Risorto. I cristiani che dubitano della infallibilità della Parola di Pietro pronunciata ex cathedra in realtà dubitano della verità della Parola di Dio che ha dichiaratamente scelto Pietro.
Solamente la orgogliosa «ragione» ha ragione di seminare il dubbio sulla infallibilità della Parola del Vangelo e di Pietro.
Essa, la dea dell'orgoglio, benissimo sa che la Verità di Cristo ha donato la sua infallibilità alla Parola di un uomo, Pietro, vivente nel tempo al fine di liberare gli uomini dall'imperio orgoglioso e menzognero delle ragioni degli uomini.
Riconoscere l'infallibile primato della Parola di Pietro è riconoscere, nella sua pienezza, la Verità del Vangelo di Cristo.
Anche i cristiani fratelli separati possono sostenere la loro parziale Verità solo perché hanno le loro radici nella originale unità con la Cattedra di Pietro.
Se la casa di Pietro crollasse, inevitabilmente crollerebbero tutte le case dei fratelli protestanti.
La casa di Pietro regge e mantiene in vita anche case dei fratelli separati. Pietro non è l'uomo-Dio, ma è un uomo di Dio scelto nei tempi dalla volontà una dello Spirito di Dio e di uomini eletti principi della Chiesa di Cristo.
L'uomo Pietro potrà sembrare o essere più o meno debole, più o meno santo, secondo il giudizio non disinteressato della «dea Ragione». La Parola di Dio nel Santo Spirito, però, ha potuto e può rendere infallibile ogni parola pronunciata dalla Cattedra dell'eletto Pietro. Piaccia o no alla «dea Ragione», la verità del primato e della infallibilità della Cattedra di Pietro è dimostrata dalla Parola di Dio.

I credenti nel Vangelo di Cristo sono tanti e tantissime sono le sette formatesi ma separate per opera della «dea Ragione» nell'interpretazione della unica evangelica Verità.