Bologna, aprile 1968

Carissimi Michele e Aurora

quando un edificio è riconosciuto instabile e pericolante, si provvede con urgenza a sgomberarlo delle cose, delle persone e poi si abbatte. Si abbatte onde evitare che un crollo improvviso possa fare molte vittime. Così avviene spesso per l’orgoglio umano che, quando raggiunge limiti pericolosi, per l’incolumità, Dio stesso provvede ad abbatterlo. L’abbattimento di un edificio in muratura provoca frastuono, poi pietre, calcinacci e polvere. Vengono sbattuti, tutti intorno, in un certo raggio. Chi è a contatto dell’edificio abbattuto, inevitabilmente si trova come minimo un po’ di polvere in casa, qualche pietriccio e colui che ha compiuto l’opera rischia spessso di prendersi (in testa) qualche grossa pietra che lo può lasciare per un periodo più o meno lungo ferito.
Il tempo rimargina la ferita ed al posto del vecchio edificio il costruttore guarito, inizierà l’opera di ricostruzione di un nuovo edificio stabile e non più pericoloso per l’incolumità dei cittadini.
Anzi il nuovo edificio accoglierà in sè gente e forze lavorative al servizio della collettività e del bene.
Questa opera di abbattimento e ricostruzione continuamente la compie il Sommo Architetto.
Dio abbatte e ricostruisce. Abbatte l’orgoglio per costruire l’umiltà.
L’umiltà vera è l’edificio che vivrà eternamente, perché ha fondamenta che non crolleranno mai : la Verità.
L’opera di ricostruzione è costante in tutti i figli di Dio. Padre Pio è un architetto scelto, designato, fa le veci di Dio in tale opera grandiosa e meravigliosa che abbraccia l’umanità intera. Stanotte, giovedì, ho sognato il caro Robertino. Appena alzato ho trovato una lettera di Elena. Roberto ed io eravamo nella vecchia Fiat 600 blu. Si viaggiava e Robertino felice di essere solo con me mi diceva tante cose belle, mi rimproverava di ( non ) essergli vicino. Poi improvvisamente la macchina sbanda, due ruote si staccano. Roberto, gravemente ferito, io incolume. Passa una lettiga per caso e Robertino, triste, triste è costretto a lasciarmi.
Mi prega di ricordarlo e mi fa vedere il luogo dove è ricoverato. Una bella clinica, però molto triste.
 Sta scritto : Villa Salus.

Mi auguro sarete sereni. Ho compreso benissimo ciò che Padre Pio intendeva dire. Ti ringrazio tanto Michele, insieme ad Aurora, per l’interesse in queste cose. Il Grande Architetto non perderà tempo. Quando Lui ha in mano l’affare, abbatte sempre tutto quello che non ha le fondamenta che Lui vuole. La ricostruzione è voluta anche se gli esecutori possono scontrarsi con manovali che nascostamente inseriscono mattoni guasti e vecchi che possono rimettere in pericolo il nuovo edificio. Ma Dio, abbatte, abbatte sempre fino a che l’edificio non ha fondamenta sulla Verità, perché solo la Verità mantiene in piedi l’umiltà. È segno buono quando l’Architetto abbatte, vuol dire che intende ricostruire in meglio.
Il progetto sta nelle sue mani. L’approvazione non mancherà, in linea di massima si può pensare che ci saranno ritocchi. La scelta degli esecutori dei lavori fu già a suo tempo approvata. Questi ultimi non faranno altro che attendere ordini da eseguire a breve scadenza. È necessario intanto preparare tutto il materiale di prima qualità. Organizzare un piano affinché i lavori vengano eseguiti nel miglior modo possibile, nel minor tempo, con la minima spesa pur nel massimo rendimento. A questo si devono preparare gli esecutori in attesa dell’ordine di via. Tale preparazione, coordinamento, previdenza, per essere pronti all’ordine, sono gli elementi indispensabili per potere mantenere la fiducia del Supremo Architetto.
Attendiamo dunque e prepariamo tutto l’occorrente onde poter presto ricevere “ dalle Sue Mani ” il progetto approvato da eseguire. È nel Suo Volto, nel Volto di Dio che dobbiamo poter guardare.Il Volto di Lui esprime tutto ciò che è vero. Niente di tutto ciò che non sia Verità può reggere quello sguardo perché in esso è riflesso tutto ciò che è, che è stato, che sarà. Se quello sguardo si posa fisso su di te, non puoi nasconderti, niente potrai nascondere. Tutto sarà luce, nella Vera Luce. Che farà tale Luce ? Questa Luce fa risplendere e mette in ombra.
Farà risplendere tutto ciò che è opera d’Amore, perché quella Luce è l’Amore. Metterà in ombra tutto quello che della vanità e dell’orgoglio è germoglio. Il germoglio che rimane nell’ombra diviene sterile, poi appassisce e muore. Così è per le opere, per le azioni umane. Vivranno, cresceranno, daranno frutti tutte quelle opere che hanno messo radici nel terreno dell’Amore.
È il Volto di Lui che le mette in Luce, che gli manda energia per farle sviluppare e crescere. Le ombre volute dal Volto che gli ha tolto la luce, non cesseranno fin che hanno un po’ di vita di aggrapparsi nel vano tentativo di sopravvivere. Ma vano è tentare di mantenere in vita la vanità. Vano ogni tentativo di fare passare per Amore il prodotto della vanità.
L’Architetto del mondo non si può confondere. Il Suo Volto posa incessantemente lo sguardo per mettere in luce e per lasciare in ombra.

Vi abbraccio tutti augurandovi Buona Pasqua.

                                                                                                                              il vostro

Luigi